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Home » Economia » II deputati smentiscono Schulz e salvano Erasmus

II deputati smentiscono Schulz e salvano Erasmus

In commissione Budget "sì" al compromesso col Consiglio sul Bilancio, mercoledì voto in Plenaria. Gli Stati sborsano ora 6 miliardi ma tagliano sull'anno prossimo, La Via: altre correzioni nel 2013

Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
4 Dicembre 2012
in Economia

In commissione Budget “sì” al compromesso col Consiglio sul Bilancio, mercoledì in Plenaria
Gli Stati sborsano ora 6 miliardi ma tagliano sull’anno prossimo, La Via: altre correzioni nel 2013

Cambio di rotta all’ultimo secondo per il Parlamento europeo. Nonostante le dichiarazioni pessimiste del presidente Martin Schulz, che venerdì scorso aveva dichiarato “impossibile” approvare il Bilancio 2013, la commissione Budget oggi ha votato sì, sia al bilancio del 2013 che alle correzioni su quello del 2012, con 29 favorevoli e 10 contrari.

La nuova linea dell’Aula di Bruxelles (concordata nelle ultime ore anche con lo stesso Schulz) è quella di intascare la concessione di 6 miliardi subito (su 8,9), che permetteranno di saldare i conti di programmi fino ad ora rimasti in pericolo come l’Erasmus, e cedere momentaneamente sui soldi che restano scoperti per l’attuale periodo (2,9 miliardi) e per il futuro. Sul 2013, infatti, la prima proposta della Commissione approvata dal Parlamento era di 137,9 miliardi di euro (+6,8% rispetto al 2012) per i pagamenti (ovvero i soldi da cacciare durante l’anno) che viene tagliata secondo questo compromesso di 5 miliardi, arrivando a 132,8 (+2,8% rispetto al 2012, in pratica l’inflazione). Gli impegni (ovvero i soldi che non necessariamente dovranno essere pagati nel corso dell’anno) saranno di 151,1 miliardi di euro.

Facciamo un passo indietro per capire meglio cosa è successo. In questa difficile trattativa tra le tre istituzioni dell’Unione europea il punto di scontro principale era la rettifica numero 6 al Bilancio 2012, quella che doveva servire a coprire il buco di 8,9 miliardi di euro che si è creato nelle casse dell’Ue, fondi che dovevano finanziare programmi come l’Erasmus, la ricerca e la coesione. Parlamento e Commissione volevano recuperare questi soldi con una rettifica del bilancio 2012. I Ventisette hanno offerto 6 miliardi sul 2012 e l’impegno scritto di trovare entro l’inizio del prossimo anno (ma verosimilmente non prima di aprile/maggio, secondo fonti europee) gli ulteriori 2,9 miliardi necessari a pagare tutte le fatture in sospeso. Per questo i relatori, Giovanni La Via (Pdl/Ppe, nella foto qui a destra) per il budget 2013, e Francesca Balzani (Pd/S&D) per le correzioni sul 2012, pur riconoscendo di non aver ottenuto tutto quello che avrebbero voluto, si ritengono soddisfatti perché i programmi che restano ancora scoperti sul 2012 sono tutti legati ai fondi di Coesione, soldi cioè che sono già stati anticipati dalle nazioni (e quindi dai membri del Consiglio) e che comunque verranno regolarizzati quanto prima (o almeno si spera).

Addirittura il presidente della commissione Budget, Alain Lamassoure (Ppe, nella foto in alto accanto a Francesca Balzani), ha parlato di un “successo”. Più cauta Balzani, che in Aula ha spiegato: “Sono contenta perché portiamo a casa i 6 miliardi, arrivando a 135 miliardi nel 2012, un incremento del 5-6% rispetto al 2011, e possiamo rifinanziare programmi bloccati. Ma il 2013 purtroppo parte molto in salita”. Su questo punto si dice invece fiducioso La Via: “La strada da percorrere è quella percorsa fino ad oggi. In tempi di crisi il bilancio non si chiude più nell’anno, va costruito pezzo per pezzo durante tutti i 12 mesi. Di sicuro alla fine del 2013, purtroppo, ci troveremo con diversi miliardi scoperti, e allora torneremo a negoziare delle modifiche come abbiamo appena fatto”. Ma secondo l’eurodeputato catanese “c’è l’impegno a un bilancio 2013 in grado di garantire gli investimenti per la crescita e creare posti di lavoro. Purtroppo è la crisi che ci costringe a questa pratica, perché gli Stati non dispongono della liquidità necessaria e preferiscono post porre i pagamenti”. 

Domani è previsto il voto, dal punto di vista giuridico, al Coreper (organo tecnico che prepara i Consigli Ue), e ciò permetterà tra 2 giorni di far adottare i due progetti a livello di Consiglio dei ministri. Poi lunedì il testo tornerà in commissione parlamentare, per una votazione sempre di natura giuridica, e infine si voterà mercoledì prossimo in Plenaria l’approvazione definitiva. Ma questa volta non sono previsti ulteriori colpi di scena e questa dovrebbe essere l’ultima puntata della telenovela Erasmus.

Alfonso Bianchi

Tags: balzanibilancioerasmusla viaschulzUe

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