- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 5 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
  • Eventi
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Europee 2024
  • Fit for 55
  • Energia
  • Hge
  • Agrifood
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
No Result
View All Result
Eunews
No Result
View All Result

Home » Economia » Italia sotto esame a Bruxelles, scatta il meccanismo d’allerta dell’Ue

Italia sotto esame a Bruxelles, scatta il meccanismo d’allerta dell’Ue

Per la Germania si avvia l'analisi del surplus. Su Roma gravano i ritardi nell'attuazione delle riforme, l'elevato debito pubblico e l'incertezza politica. Monitoraggio per altri quindi stati membri

Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
13 Novembre 2013
in Economia

Su Roma gravano i ritardi nell’attuazione delle riforme, l’elevato debito pubblico e l’incertezza politica. Monitoraggio per altri quindici Stati membri. Per la Germania si avvia l’analisi del surplus

barroso-rehn

La Commissione europea si fida dell’Italia, ma non troppo. Giorni fa ha dato credito al governo Letta con previsioni economiche positive, ma oggi lo ha incluso tra i sedici stati membri per cui è scattato il meccanismo di allerta. A livello pratico l’Italia paga l’elevato debito pubblico (a fine anno sarà al 133% del Pil e nel 2014 arriverà al 134%), e solo questo basta a “giustificare un monitoraggio per assicurare il pieno rispetto del Patto di crescita e stabilità”, recita il documento messo a punto dalla Commissione europea. Ma ciò che rende inquieti a Bruxelles è la dimensione politica del nostro paese. La ripresa, ha detto il presidente dell’esecutivo comunitario, Josè Manuel Barroso “è ancora fragile, i mercati si avviano verso la stabilità ma restano vulnerabili, e i rischi esistenti sono di natura politica”. Quello che l’Italia deve fare è dunque “evitare instabilità” e “completare le riforme promesse dal governo”, anche perché “la povertà e l’esclusione sociale, in particolare la forte deprivazione materiale, hanno registrato un forte incremento”.

L’esame non è dunque finito, anche perché le carte evidenziano carenze ed elementi di criticità: la riforma Fornero del mercato del lavoro “procede a rilento”, la riforma fiscale “è frammentaria”, “sussistono rischi di non attuazione” delle riforme per il mercato dei servizi con conseguenza negative per la competitività del paese, la modernizzazione delle infrastrutture “è ancora una sfida”. Il quadro, a ben vedere, proprio eccellente non è. All’Italia viene dato atto di aver compiuto progressi (“il consolidamento fiscale iniziato nel 2011 ha prodotto una correzione del deficit eccessivo”), ma “deve evitare compiacimenti”, è il monito di Barroso. E’ vero che, come ha ricordato il responsabile per gli Affari economici, Olli Rehn, “oggi assistiamo a una svolta economica” nella misura in cui il peggio sembra essere passato, ma “questa svolta va rafforzata”. Permangono incertezze e debolezze, ma bisogna andare avanti. Barroso ha riconosciuto che date le circostanze “possiamo permetterci di rallentare il ritmo del consolidamento di bilancio” (il che vuol minor eccesso di austerità), ma Rehn ha subito precisato che “non c’è un cambiamento di politiche quanto un cambiamento delle circostanze”. La ricetta anti-crisi fatta di tagli, sacrifici e riforme, dunque, non si cambia.

Nell’Europa che a fatica imbocca la strada della ripresa il monitoraggio però investe altri quindici paesi: per tre di loro – Germania, Lussemburgo e Croazia – “è la prima volta”, ha evidenziato Rehn. Una notizia. Per Germania e Lussemburgo si vuole valutare l’impatto dei rispettivi surplus sul meccanismo economico comunitario (anche questa una notizia, specie in tempi di crisi), per la Croazia, fresco di adesione all’Ue (è entrata a luglio), si intende capire quali rischi possa avere per sé e rappresentare per gli altri ventisette. Per la maggior parte dei paesi – Belgio, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Gran Bretagna, Malta, Paesi Bassi e Svezia – si tratta di una verifica delle correzioni e dei progressi fatti, e vedere se persistono o meno gli squilibri macro-economici già riscontrati. Francia e Ungheria, al pari dell’Italia, saranno passate al vaglio “attuazione” delle riforme e delle misure promesse. Per Spagna e Slovenia l’analisi si concentrerà sul rientro o meno degli squilibri eccessivi nonché il contributo delle politiche attuate da questi Stati membri alla loro correzione. Per tutti i sedici paesi sotto controllo i risultati non arriveranno prima della primavera.

 Renato Giannetti

Tags: Barrosobruxellescommissione europeadebitoesamegermaniaitaliarehnsurplus

Eunews Newsletter

Ti potrebbe piacere anche

Habeck
Politica

Elezioni Germania: Robert Habeck sarà il candidato dei Verdi alla cancelleria

18 Novembre 2024
germania
Politica

Immigrazione, Johansson avverte la Germania: “Pronti a procedura d’infrazione, se necessario”

18 Novembre 2024
[foto: imagoeconomica]
Economia

Meno crescita e più debito, l’Ue mette l’Italia sotto i riflettori e chiede riforme

15 Novembre 2024
Crescita [foto: imagoeconomica]
Economia

Ue ed eurozona, crescita lenta e graduale. Ma pesa l’effetto Trump

15 Novembre 2024
Green Economy

Riciclo e rivendita, tasso di circolarità Ue aumenta nel 2023

13 Novembre 2024
Fitto
Politica

La vicepresidenza a Fitto divide il centro-sinistra (e la maggioranza Ursula)

12 Novembre 2024
Made with Flourish

Il Rapporto Draghi in italiano

di Redazione eunewsit
9 Settembre 2024
CondividiTweetCondividiSendCondividiSend

PROVA newsletter alert Referendum ordinamento giudiziario: i No in largo vantaggio

di Redazione eunewsit
23 Marzo 2026

Bruxelles - A poco più della metà dello scrutinio del Referendum costituzionale sull'ordinamento giudiziario, i No sono in netto vantaggio...

Secondo articolo

di IT Withub
20 Dicembre 2024

Riassunto secondo articolo

Banane brandizzate Chiquita. Credit:   Justin Tallis / AFP

Quello che capita

di Redazione eunewsit
16 Dicembre 2024

kjashasaskdlasmnc ddddddddd

Credit: Tiziana FABI / AFP

Prova Programma 2

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

vfdvddfvdfvdvd

  • Chi siamo
  • Eventi
  • Contatti
  • L’Editoriale
  • 7 racconti di Diego Marani
  • Privacy Policy
  • Cookie policy

Eunews è una testata giornalistica registrata - Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

Copyright © 2023 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.

Attenzione