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Home » Non categorizzato » Tempo di risposte e di riflessione. E un video, ovviamente

Tempo di risposte e di riflessione. E un video, ovviamente

Virginia Mucchi di Virginia Mucchi
8 Dicembre 2013
in Non categorizzato

Europa Mucchi

I miei fantastici lettori e amici (non saranno mica la stessa cosa?), mi hanno fatto molte domande sulla mia quasi-ossessione per la viralità e la comunicazione visiva. Eccone alcune, insieme al mio tentativo di dare qualche risposta.

Domanda numero 1: c’è un modo per essere sicuri che il video diventi virale ? No, non c’è. Si possono seguire alcune regole base che aumenteranno la probabilità, ma la ‘viralità’ non è mai garantita. Anzi, sono sicura che nella top 20 dei video più virali, solo pochi saranno stati fatti con l’intenzione di diventare ‘virale’, lo sono diventati e basta. C’è però un modo per assicurarsi che il video sia ben fatto ed efficace, il che mi porta alla…

Domanda numero 2: avere un sacco di soldi aumenta la probabilità di successo ? Non proprio. Può aiutare la produzione e quindi aumenta la possibilità che il video sia ben eseguito. Ma il successo è un’altra cosa (Non era un titolo di una canzone?).

Domanda numero 3: è tutta una questione di emozioni? Devo per forza far ridere o far piangere ? Le emozioni giocano un ruolo importante nel successo di un video. Si è sempre più propensi a condividere qualcosa che ci ha colpito, che sia perché ci ha fatto morire dal ridere, sia perché abbiamo iniziato a piangere come bambini.

Fatemi chiarire. Ci sono due tipi di video. I video realizzati senza un motivo e un obiettivo specifico in mente: ad esempio, se si è filmato qualcosa di divertente o di molto triste per caso, se si vuole fare qualcosa di diverso, se si ha bambini buffi e bellissimi o animali domestici e li si vuole riprendere tutto il tempo e via dicendo. La maggioranza dei video che diventano virali appartengono a questo tipo.

L’altro tipo è quello di video fatti con un obiettivo specifico; in questo caso, le emozioni funzionano solo se il video ha, come dire, UN PUNTO. So che sembra una frase quasi tautologica, ma credetemi, non lo è. Quello che voglio dire è che se uno decide di produrre un video, ha qualche soldo per farlo e qualcuno disposto ad aiutare, la prima domanda che deve porsi è: “Cosa voglio comunicare con questo video? Perché voglio farlo?”. Se la risposta non gli sembra abbastanza convincente, allora può metterci tutti i soldi e le emozioni che vuole, ma il video non sarà efficace. Mettiamola così: un video può anche essere ben fatto, ma se non è chiaro il motivo per cui è stato fatto, allora si tratta di uno spreco di tempo per lo spettatore e di soldi per il produttore. E siccome oramai mi conoscete, ecco un piccolo esempio :

Su YouTube, sotto questo video si legge la domanda: “Quanti diritti hai trovato in questo video?” Cosa? È forse un modo per spingere la gente a riguardarlo e aumentare i views? Dai, non funziona, troppo complicato. Non ci sono molte emozioni, è vero, ma converrete che è abbastanza ben fatto. A chi non piace un bel domino – anche se ne ho visti di migliori – e una sosia di Brooke Shields, ma.. qual è il punto? Spiegare ai cittadini europei i loro diritti, o spendere il budget rimasto per la comunicazione prima della fine dell’anno?

Domanda numero 4: può un video essere divertente ed efficace senza essere superficiale? Questa è la tipica domanda di chi, pur non essendo un esperto di comunicazione, lavora al momento in comunicazione per una azienda o un’istituzione, ma di formazione è un ingegnere o simile. Per questa categoria di persone, il problema con i video, ma in realtà con la comunicazione in generale, è che non ti permette di dire abbastanza, e quindi si finisce inevitabilmente per essere superficiali. Anche se comprensibile, la domanda è sostanzialmente sbagliata. Un video deve essere chiaro. Ma essere facile non è la stessa cosa che essere superficiale. L’importante, in un video, non è dire tutto quello che si vuole dire, ma certo dire ciò che conta.

Ed ecco la mia domanda preferita – e vi assicuro che mi è stata chiesta. Domanda numero 5: quanto contano le immagini in un buon video ? Se questa domanda per voi ha senso, allora MS Word mi sembra il vostro miglior strumento di comunicazione. Quanto contano? Sono fondamentali. Le immagini dovrebbero parlare da sole che poi è anche la ragione per la quale il video qui sopra non funziona tanto. Se un video riesce ad essere così efficace è per l’incredibile forza delle immagini e del testo, spesso accompagnati dalla musica, combinati insieme.

Solo immagini e musica = una slideshow Solo musica e testo = una canzone. Solo testo= un libro.

Siccome ci stiamo avvicinando a Natale, ho deciso che non posso esimermi dal menzionare anche un’altra domanda, personale, che mi mette un po’ a disagio. (Non fatevi illusioni, niente di troppo eccitante).

Domanda numero 6 : “ il tuo blog ha quasi due anni, hai guardato una marea di video e ne hai criticati altrettanti. Ma quanti ne hai prodotti? Non è un po’ un atteggiamento da ‘armiamoci e partite’?” Devo confessare che a volte temo di aver perso la mano…

Ma si può perdere la mano per questo genere di cose? Forse è vero per tutto quello che riguarda l’aspetto pratico, soprattutto con la tecnologia che cambia così velocemente. Mi ricordo quando i produttori e reporter più vecchi di me mi parlavano dei ‘bei tempi’ in cui si filmava su pellicola e non su video; all’epoca trovavo questi discorsi abbastanza noiosi; certo è che il cambiamento continuo della tecnologia è disarmante. E ora capisco perché sentissero il bisogno di parlarne. Quindi, se non si vuole rimanere indietro bisogna continuare ad adattarsi alle nuove tecnologie. Punto e basta.

Ma la comprensione e il giudizio su queste cose, secondo me, non si può mai perdere. Oltretutto credo che quasi tutti noi abbiamo un istinto che ci fa apprezzare e condividere ciò che funziona, e ignorare quello che invece non funziona. Naturalmente rimane una cosa molto personale. Come lo è d’altra parte l’enorme varietà di emozioni umane che contribuiscono a creare qualcosa di potente, di bello, di divertente o di scioccante. Rimane che, forse, dovrei mettermi alla prova …. un altro punto da aggiungere alla lista delle risoluzioni per l’anno nuovo?

Virginia Mucchi

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