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Home » Economia » Guerra dei gasdotti, la Bulgaria blocca i lavori del South Stream

Guerra dei gasdotti, la Bulgaria blocca i lavori del South Stream

Ripicca di Sofia contro una procedura d’infrazione di Bruxelles mentre in Ucraina (che la nuova pipeline dovrebbe aggirare) infuriano i combattimenti. E anche il Nabucco non decolla Tabarelli (Nomisma Energia): “I bulgari violano le regole europee sugli appalti, che hanno riservato a imprese locali o russe”

Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
9 Giugno 2014
in Economia

Infuria la crisi ucraina e intanto scoppia una grana attorno al gasdotto South Stream che in futuro dovrebbe portare il metano russo in Europa aggirando da Sud proprio il territorio dell’Ucraina. La Bulgaria, uno dei Paesi il cui territorio deve essere attraversato, ha deciso ufficialmente di interrompere i lavori di costruzione del South Stream.

Da notare che a questa grande infrastruttura strategica partecipano non solo la russa Gazprom (al 50%) ma anche l’Eni (20%), la francese Edf (15%) e la tedesca Wintershall del gruppo Basf (15%).

“Ho ordinato di fermare i lavori – fa sapere il premier bulgaro, Plamen Oresharski -. Decideremo gli sviluppi della situazione dopo le consultazioni che avremo con Bruxelles”. Nel giorni scorsi il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, aveva aperto una procedura d’infrazione contro la Bulgaria per irregolarità negli appalti relativi a South Stream. Spiega il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli: “Le regole di cui Bruxelles pretende il rispetto riguardano il fatto che in Bulgaria tutti i lavori sono stati affidati a imprese bulgare o russe, e questo in Bulgaria, che è parte dell’Unone europea, non si può fare, le gare devono essere aperte a tutte le aziende europee su una base di parità. Ma il problema specifico degli appalti si inserisce anche in un contenzioso più vasto e di più lunga data sull’uso futuro del South Stream”.

La faccenda è complicata: il contenzioso riguarda l’uso del gasdotto che secondo le regole Ue dovrebbe essere aperto a tutti, mentre Gazprom vorrebbe riservarlo a suo metano. La Bulgaria e altri Paesi dell’Est sostengono le posizioni russe. Fra l’altro nell’Ue molti non vedono di buon occhio il gasdotto South Stream perché confermerebbe la dipendenza energetica europea dalla Russia. Bruxelles gli preferisce il gasdotto Nabucco, che dovrebbe portare in Europa il gas non russo del Caspio; ma finora questo progetto alternativo ha fatto una gran fatica a realizzarsi. Adesso nella guerra dei gasdotti la paralisi sembra farsi completa, proprio mentre in Ucraina infuria una guerra vera e non metaforica.

Luigi Grassia per La Stampa

Tags: BulgariaEdfenigasgasdottoGazpromlavorirussiaSouth streamUe

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