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Home » Editoriali » Qualificazioni Euro 2016: l’Italia di Antonio Conte

Qualificazioni Euro 2016: l’Italia di Antonio Conte

Fabrizio Saulini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/https://twitter.com/fabsaulini" target="_blank">https://twitter.com/fabsaulini</a> di Fabrizio Saulini https://twitter.com/fabsaulini
1 Settembre 2014
in Editoriali

La nomina dell’ex allenatore della Juventus Antonio Conte a commissario tecnico della nazionale italiana al posto di Cesare Prandelli è stata tra novità le più importanti e inaspettate del calciomercato europeo di questa estate. Sorprendenti, in realtà, sono state soprattutto le dimissioni presentate da Conte alla Juventus a un giorno dall’inizio del ritiro: con il senno di poi, è probabile che ci fosse già un accordo informale con il presidente in pectore della Figc Carlo Tavecchio. A spingere il tecnico leccese a lasciare la panchina più prestigiosa della Serie A per quella degli Azzurri sono state verosimilmente tre considerazioni collegate tra di loro (oltre a quella, non secondaria, del ricco ingaggio garantito in gran parte dalla Puma, lo sponsor tecnico della nazionale): 1) la difficoltà di confermare i risultati dopo tre campionati vinti in tre anni; 2) la ricerca di un’affermazione internazionale sempre sfuggita con la Juventus; 3) la mancanza di offerte da parte dei club europei più ricchi e ambiziosi.

Sotto tutti questi aspetti (ingaggio compreso) l’incarico di ct della nazionale cade a fagiolo: restituisce a Conte motivazioni allargando il pool di giocatori da cui attingere; gli permette di misurarsi immediatamente in campo internazionale, dove peraltro il compito di rilanciare la squadra azzurra sarà facilitato sia dal morbido girone di qualificazione ad Euro 2016 (l’Italia è testa di serie in un girone che comprende Croazia, Norvegia, Bulgaria, Azerbaigian e Malta; le prime due si qualificano direttamente) sia dalle basse aspettative che circondano l’intero movimento dopo il fallimento dei Mondiali in Brasile; e infine, gli offre una vetrina prestigiosa in attesa che tra due anni, quando gli scadrà il contratto, si sia liberata la panchina di un club europeo di primo piano.

All’indomani delle sue prime convocazioni – di seguito la lista dei 27 – cerchiamo di scoprire quali saranno le novità tattiche introdotte dal nuovo tecnico.

Portieri: Buffon (Juventus), Padelli (Torino), Perin (Genoa), Sirigu (Paris Saint Germain);

Difensori: Astori (Roma), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Paletta (Parma), Ranocchia (Inter);

Centrocampisti: Candreva (Lazio), Darmian (Torino), De Rossi (Roma), De Sciglio (Milan), Florenzi (Roma), Giaccherini (Sunderland), Maggio (Napoli), Marchisio (Juventus), Parolo (Lazio), Pasqual (Fiorentina), Poli (Milan), Verratti (Paris Saint Germain);

Attaccanti: Destro (Roma), El Shaarawy (Milan), Giovinco (Juventus), Immobile (Borussia Dortmund), Osvaldo (Inter), Zaza (Sassuolo).

Modulo: Oltre che per il 3-5-2 che lo ha consacrato alla Juventus, Conte ha una predilezione per un ibrido 4-4-2/4-2-4 sperimentato con successo sia con il Lecce che con il Siena in Serie B*. In entrambi i sistemi, secondo l’impostazione del neo ct, il gioco d’attacco coinvolge due esterni, due punte centrali e un centrocampista con capacità di inserimento (nelle Juventus, in assenza di Pogba, i centrocampisti incursori erano addirittura due: Vidal e Marchisio). Come si è visto durante la gestione di Prandelli, il personale a disposizione consente teoricamente entrambe le soluzioni. È quasi certo, però, che almeno inizialmente Conte opterà per il modulo con tre difensori su cui ha costruito i suoi successi a Torino.

Difesa: Davanti al capitano Buffon (con Sirigu del Psg sempre più pronto e maturo), il reparto sarà ancorato da Bonucci al centro e Chiellini sul centro-sinistra, con l’interista Ranocchia sul centro-destra a completare il trio. Quando il possesso di palla sarà all’avversario la difesa il centrocampista centrale (De Rossi, abituato a un ruolo analogo anche nella Roma) arretrerà in mezzo a Bonucci e Chiellini, andando a formare una anomala linea a 4 molto stretta e compatta.

Centrocampo: Dando per certi De Rossi come centrale arretrato e Marchisio sul centro-sinistra, il posto di interno destro se lo contenderanno, in ordine di preferenza, Parolo, Poli e, nell’ipotesi più suggestiva, Verratti, che però verrebbe spostato dalla sua posizione naturale di registra centrale. Restando in tema, sarebbe interessante sapere che cosa ha in mente Conte per Andrea Pirlo, il cui futuro in nazionale è stato più volte messo in dubbio dallo stesso interessato per ragioni di età e logoramento. L’impressione è che il ct preferisca voltare pagina rispetto a un giocatore “ingombrante” su cui presumibilmente non potrebbe contare tra due anni: l’infortunio del fuoriclasse bresciano a pochi giorni dall’inizio del campionato potrebbe averlo tolto dall’imbarazzo di un’esclusione.

Sugli esterni ci saranno Antonio Candreva e, nella soluzione più conservativa, uno tra Giaccherini, Darmian, De Sciglio e Maggio. Quando era alla Juventus, però, Conte ha più volte manifestato la frustrazione di non poter schierare contemporaneamente due ali pure in grado di dare più imprevedibilità all’attacco. Da questo punto di vista, Alessio Cerci (non convocato per motivi legati al calciomercato), il romanista Florenzi, e, in prospettiva, Berardi del Sassuolo potrebbero fare al caso suo.

Attacco: Le stringate dichiarazioni rilasciate da Conte in conferenza stampa non lasciavano presagire nulla di buono per Mario Balotelli e, puntualmente, è arrivato lo smacco della mancata convocazione “punitiva”. Per fare cambiare idea al testardo ct il neo giocatore del Liverpool dovrà rivedere i comportamenti (Conte detesta le primedonne) e soprattutto mostrare una maggiore applicazione in campo, migliorando il suo gioco senza palla. Lavorare con un tecnico creativo e preparato come Brendan Rodgers potrebbe aiutarlo.

Caso Balotelli a parte, una costante del gioco d’attacco di Conte è la presenza simultanea di due attaccanti ravvicinati: un creativo (Vucinic e Tevez nella Juventus) e un uomo d’area di rigore (Matri, Quagliarella e poi Llorente). In attesa dell’ennesimo recupero dall’infortunio di Giuseppe Rossi (e magari del ritorno del figliol prodigo Balotelli), il ct sarà più che lieto di dare una chance a El Shaarawy, apparso di nuovo in forma nel precampionato e anche nella vittoriosa prima uscita del Milan contro la Lazio. Nel ruolo di prima punta, lo scorso capocannoniere della Serie A Ciro Immobile è favorito su Osvaldo e Destro.

Probabile formazione: Buffon; Ranocchia, Bonucci, Chiellini; Candreva, Verratti, De Rossi, Marchisio, Giaccherini; El Shaarawy, Immobile.

* Nota: ad accomunare le due esperienze non è solo il modulo: in entrambi i casi Conte è stato indagato (e nel secondo condannato) dalla giustizia sportiva per il suo coinvolgimento nello scandalo del calcioscommesse.

Tags: Antonio ConteazzurriBalotellicalcioconvocazioniEuro 2016FigcnazionalePirlo

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