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Home » Politica » Sì dei deputati a Bulc e Sefcovic, vicina l’approvazione della Commissione Juncker

Sì dei deputati a Bulc e Sefcovic, vicina l’approvazione della Commissione Juncker

Gli ultimi due commissari designati hanno ricevuto il via libera. Popolari e socialisti annunciano il loro sostegno al nuovo esecutivo. Resta da sciogliere solo il nodo del commissario ungherese Navracsics a cui i parlamentari chiedono di togliere almeno il portafoglio alla Cittadinanza

Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
21 Ottobre 2014
in Politica
Jean-Claude Juncker

Jean-Claude Juncker

Ormai è solo una questione di tempo, la Commissione di Jean-Claude Juncker va verso l’approvazione nel voto di fiducia di domani per poi entrare in carica il primo novembre. Dopo il formale via libera alla commissaria designata ai Trasporti, Violeta Bulc, e al vicepresidente all’Unione energetica, Maros Sefcovic, l’ultimo nodo da sciogliere per il Presidente eletto resta quello del commissario alla Cultura e Cittadinanza, l’ungherese Tibor Navracsics, a cui i deputati vorrebbero sia tolta almeno la responsabilità della Cittadinanza, cosa che con ogni probabilità Juncker annuncerà domani nel suo discorso in Aula.

I capigruppo di socialisti e popolari danno comunque già per scontato il voto di fiducia. “La mia proposta sarà di votare in favore e sono convinto di trovare d’accordo la maggioranza del gruppo”, ha annunciato Gianni Pittella, commentando le voci secondo cui diversi socialisti spagnoli sarebbero orientati verso il “No”. “Ieri sera – ha raccontato Pittella – ho avuto un colloquio telefonico con Juncker per ribadire le nostre priorità politiche”, alle quali è “condizionato il nostro voto”. Le priorità sono “l’attribuzione a Timmermans (il primo vicepresidente socialista, ndr) del portafoglio trasversale dello Sviluppo sostenibile”, una “priorità politica essenziale”, poi “un piano di investimenti suffragato da risorse pubbliche e private”, ma in cui la parte pubblica sia “sostanziale”, e riportare “le medicine sotto la gestione della Direzione generale Salute”, visto che Juncker le ha spostate in quella Mercato Interno.

Il Presidente eletto “ha ribadito il suo accordo su questi punti e ci aspettiamo che domani affermi le sue disponibilità”, ha continuato Pittella. Soprattutto sul piano da 300 miliardi Juncker sembra aver dato le necessarie rassicurazioni al capogruppo socialista che ha parlato di “proposte innovative e qualificanti”. “Sono convinto – ha concluso – che Juncker sia consapevole che su questo piano si gioca faccia, credibilità e il futuro dell’Europa”, per questo “non sbaglierà e noi gli saremo col fiato sul collo”.

“Spero che domani Juncker possa iniziare il suo cammino con la nuova commissione”, si è augurato anche il leader dei popolari al Parlamento Ue, Manfred Weber, secondo cui “serve un esecutivo ambizioso che si adoperi per le riforme”, e che abbia come sue priorità “la stabilità e lo stimolo della crescita”. Per Weber “Juncker è sulla strada giusta”, e con lui e il vicepresidente Jyrki Katainen i popolari “stianno discutendo per concepire il pacchetto” dei 300 miliardi di investimenti. “Non dobbiamo concentrarci solo sui fondi”, ha specificato però il popolare, perché “se bastassero fondi per avere crescita l’Europa non avrebbe problemi visto quanto abbiamo speso per i debiti” della banche, serve anche “migliorare le strutture statali”, ovvero continuare con le riforme.

Anche i liberali dell’Alde, che possono esultare per il successo di Bulc, sono più che decisi a sostenere il nuovo esecutivo in cui sono più che ben rappresentati avendo un vicepresidente e 5 commissari. “La posizione ufficiale la prenderemo stasera”, ha dichiarato Guy Verhofstadt. “A Juncker – ha detto – chiederemo una guida molto più ambiziosa di quella di Barroso”, perché “ci vuole una Commissione che prenda il comando delle operazioni, che lanci progetti, che abbia visioni in questo senso”, e soprattutto che prima di prendere una decisione “non cominci a telefonare a Parigi e a Berlino”.

Tags: Aldecommissione europeagianni pittellaGuy VerhofstadtJean-Claude Junckermanfred webernomineparlamento europeoPseS&Dstrasburgo

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