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Home » Non categorizzato » Quisquilie

Quisquilie

Francesco Cardarelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Ceskoz_" target="_blank">@Ceskoz_</a> di Francesco Cardarelli @Ceskoz_
16 Gennaio 2015
in Non categorizzato

colonna sonora: Ludovico Einaudi – Le Onde

Il duemilaquindici inizia col botto, anzi coi botti.

A Capodanno quelli allegri: i botti dei tappi di spumante che saltano sguerciando gli amici, i botti casalinghi che divertono i grandi e terrorizzano i bambini e i bellissimi botti istituzionali, quelli pagati coi soldi dei contribuenti con le pezze al culo ma che li guardano estasiati, perché fortunatamente lo spumante ha fatto effetto.

Dopo la befana invece sono arrivati i botti brutti, quelli che fanno male, partiti da due kalashnikov a Parigi e arrivati dritti al cuore di tutti gli europei. Da lì è iniziato un vortice di morti e operazioni antiterroristiche che hanno reso la mia vita sociale un inferno, ma sarebbe cinico lamentarsi del proprio lavoro di fronte alle vere tragedie, quindi cerchiamo di capire le motivazioni di questo scempio.

Il terrorismo ed il neoliberismo si sono coalizzati per cercare di fermare l’uscita di Fuori Tema nel 2015. Colpendo prima un giornale di dubbio gusto che dopo 12 morti è diventato la bandiera della libertà di espressione dell’Occidente, poi con le operazioni di antiterrorismo nordeuropee durante il mio giorno di riposo, in cui “essi” sapevano che avrei finalmente scritto la prima puntata dell’anno.

I cattivi vogliono coprire le donne, vietare gli alcolici e bandire la porchetta, cioè portare l’inferno in terra; i buoni vogliono continuare ad essere i più ricchi ed evoluti sfruttando le risorse naturali, le popolazioni lontane, i lavoratori e la debolezza umana.

Cause e conseguenze si rincorrono in questa guerra (come piace chiamarla ad “essi”): integrazione, ignoranza, superficialità, sfruttamento, consumismo, degrado, denaro, petrolio, potere, risiko. La religione ovviamente non c’entra niente, e mai potrà avere a che fare con le cose terrene. Sarebbe come dare la colpa ai Pokemon.

Il problema è che mentre i cattivi sono pronti a morire per la loro causa non avendo niente da perdere (vorrei mori’ pur’io in un mondo con le donne coperte, senza Romanella né carbonara) i buoni (che chiamo “buoni” solo perché sono nato da questa parte del globo) sono preoccupati per le loro proprietà, i loro nuovi modelli di qualsiasi cosa già avessero, i SUV da finire di pagare.

Ora vogliono farci entrare in guerra. Vogliono convincere noi che un uomo che crede in Allah (lo posso scrivere si? Basta che non lo disegno, giusto?) sia nostro nemico, e lui che una donna con gli shorts col quartino di chiappa che esce sia il male. Ci stanno facendo il lavaggio del cervello perché con una guerra ci guadagnano tutti. E soprattutto con questo clima di tensione pensano che Fuori Tema, l’unica rubrica che in grado di cambiare il mondo, smetta di uscire.

Ovviamente nel “tutti” della frase “con una guerra ci guadagnano tutti”, sono compresi soltanto i peggiori esseri umani del mondo. Che da che mondo è mondo sono sempre stati quelli più potenti. E tristi. Perché la loro breve ed unica vita è volta soltanto a guadagnare e comandare, come se poi non facessero la cacca e non dovessero morire come tutti.

Non si perdono in quisquilie tipo guardare il tramonto su una collina in fiore, inseguire una farfalla a piedi scalzi sull’erba umida di rugiada, fare una gara di rutti dopo una cena con gli amici in trattoria, perdersi negli occhi della persona amata, perdersi nel quartino di chiappa che esce dagli shorts di quella che sta passando mentre la persona amata è un attimo distratta, correre ridendo sul bagnasciuga a rallentatore, piangere per qualcosa di prezioso che non c’è più, ridere fino alle lacrime per qualcosa di stupidissimo, ascoltare le storie confuse e romanzate raccontate per l’ennesima volta da un vecchio sdentato, ballare sotto la pioggia cantando una canzone sugli ombrelli dimenticati, chiedersi cosa passa per la testa ad un bambino che per la prima volta riesce a mettersi in piedi, aiutare un cieco ad attraversare la strada, sfrecciare in bicicletta accanto alle macchine imbottigliate, fermarsi ad ascoltare un suonatore di sassofono per la strada lasciandogli 1 euro, prenotare un volo solo andata per il Sudamerica, passeggiare tra le bancarelle di un mercatino delle pulci, incontrarsi con gli amici per un aperitivo e ritrovarsi come per magia alle 4 di notte a parlare di quella volta che finì con la gara di rutti in trattoria, pensare che la cosa più importante è amare e curare e sostenere le persone care, sapere che prima o poi tutti ce ne andremo e cercare di godersi ogni attimo che questa vita ci regala.

Il 2015 è l’anno in cui mio figlio verrà al mondo.

È per lui, per me, per la mia famiglia e per tutti i lettori di Fuori Tema che voglio ricordare che le quisquilie sono il sale dell’esistenza, che il mondo è in mano a pochi esseri umani che hanno dimenticato cos’è l’umanità, ma quelli che poi lo mandano avanti siamo noi, siamo sempre stati noi, e siamo più numerosi, più allegri e più belli.

Il mondo è gigante, non è solo quello insanguinato che si legge sui giornali, è soprattutto quello che viviamo e costruiamo ogni giorno. Cerchiamo di fare le cose per bene, di non odiare nessuno e di non avere paura.

Sta a noi cancellare l’orrore facendo trionfare le quisquilie.

Lo staff di Fuori Tema ci augura a tutti un luminoso e gioioso anno nuovo, alla faccia di chi spreca la sua vita cercando di accumulare ricchezze ed entrare nei libri di storia.

Tags: neoliberismopauraquartino di chiappaterrorismo

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