- L'Europa come non l'avete mai letta -
lunedì, 19 Gennaio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
  • Eventi
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Europee 2024
  • Fit for 55
  • Energia
  • Hge
  • Agrifood
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
No Result
View All Result
Eunews
No Result
View All Result

Home » Economia » Studio Ue: i giovani con contratti precari a rischio esclusione sociale

Studio Ue: i giovani con contratti precari a rischio esclusione sociale

Le attuali normative introdotte, prese singolarmente, andrebbero anche bene. Ma calate nel contesto più generale, denuncia uno studio del Parlamento europeo, risultano "potenzialmente discriminatorie"

Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
11 Febbraio 2015
in Economia

I giovani lavoratori europei sono a rischio esclusione sociale. L’assenza di politiche e misure di ampio respiro e riforme del mercato del lavoro approssimative aprono scenari inquietanti. La situazione allora è più grave del previsto, perchè vuol dire che accanto a un problema vero, serio, non esistono cure, o quelle che si stanno tentando sono del tutto inadeguate. E’ l’allarme lanciato dal Parlamento europeo, nello studio “Trattamento differenziato dei lavoratori under 25 con attenzione al loro accesso del mercato del lavoro”, realizzato per conto della commissione Lavoro. Il giudizio complessivo non è dei migliori: i giovani “sono molto spesso sovrarappresentati in forme atipiche di contratto”. Ora, dato che queste posizioni offrono una breve permanenza, i contratti atipici “possono determinare remunerazioni più basse, nessuna garanzia di contratti futuri, e accesso ridotto a sussidi di disoccupazione e pensioni”. Per il Parlamento europeo “tutto questo suggerisce che i giovani nell’Ue sono a rischio di esclusione sociale”, e il quadro della situazione “suscita preoccupazione circa le caratteristiche potenzialmente discriminatorie delle misure concepite a sostegno dell’occupazione” giovanile.

Un problema, se si considera che quello della disoccupazione giovanile “sta diventando un problema strutturale acuto nell’Ue”. In tutta Europa dal 1998 al 2012 i lavoratori di età inferiore ai 25 anni è sceso dal 39% al 31% della forza lavoro, con casi critici in Croazia, Grecia, Italia, Spagna e Ungheria, dove nel 2012 gli under 25 con un impiego sono stato meno del 20% di tutti i giovani. Ma la crisi la pagano i giovani anche in Estonia, Irlanda, e Danimarca: dal 2008 al 2012 la quota degli under 25 con lavoro è diminuita, rispettivamente, del 17,8%, 17,7% e 11,4%. Mentre nel 2014 la situazione ha acquisito dimensioni critiche in Spagna (giovani disoccupati al 51,4%), Grecia, (48%), Croazia (44,8%), Italia (42%), Portogallo (34,5%) e Cipro (32,8%). Serve una svolta, insomma, ma questa svolta ancora non c’è stata, e questo per diversi fattori che il Parlamento Ue evidenzia e su cui suggerisce di lavorare.

La questione dell’offerta. A rendere problematica la condizione dei giovani è certamente anche la cultura alla base delle strategie gestionali e d’impresa. L’imprenditore ragiona da imprenditore, e quindi guarda alla massimizzazione del profitto e alla riduzione dei costi. La conseguenza, rileva lo studio del Parlamento Ue, è una tendenza generale per cui le aziende tendono a preferire i lavoratori più anziani in quanto più esperti e a non trattenere quelli più giovani, inesperti. Poi “se la recessione persiste, i giovani acquistano priorità per i licenziamenti in quanto hanno meno preziosa esperienza e un’indennità di licenziamento più bassa”.

L’Europa degli stagisti. Una dimostrazione di questa attitudine è data dall’uso sempre più inflazionato di stage, tirocini, apprendistati, che restano fini a sé stessi. Durante il picco della crisi economica – denuncia lo studio – i contratti a tempo determinato non sono stati rinnovati dai datori di lavoro, che hanno cercato di ridurre i costi e che ancora sono riluttanti a non offrire contratti a tempo indeterminato. Conseguentemente “è riemersa una tendenza verso tirocini e periodi di prova”.

Differenza tra dire e fare. Le misure prese dai governi degli Stati membri ci sono e, potenzialmente, sarebbero anche buone. Le buone idee però faticano a trasformarsi in buone pratiche. Gli interventi sul mercato del lavoro “hanno effetti potenzialmente positivi, ma altri fattori possono ridurne o modificarne l’impatto”. Ad esempio gli incentivi all’assunzione o la riduzione dei costi non salariali “possono portare a effetti si sostituzione o spostamento aziendale, nonché all’aumento del rischio di un rinvio della disoccupazione”. Allo stesso modo i contratti di lavoro flessibile “possono essere un trampolino di lancio verso occupazioni permanenti”, ma solo a patto che “rientrino in una strategia di impiego di lungo periodo” e “se le norme che regolano i contratti termporanei non lasciano spazi ad abusi da parte dei datori di lavoro”. Le stesse misure inoltre “possono anche condurre a insicurezza lavorativa, con giovani lavoratori che passano da un impiego temporaneo all’altro”.

Contesto generale. “Prese singolarmente le misure a sostegno dell’occupazione non sono discriminatorie di per sé, ma i risultati dipendono dalla correlazione tra le misure stesse e il contesto socio-economico”. Lo studio del Parlamento Ue parte da questa considerazione per ricordare che quanto fatto a livello nazionale – perchè sono gli Stati membri ad essere competenti per le politiche a sostegno del lavoro – non è estraneo dai ‘fattori contestuali’. Un esempio su tutti è rappresentanto dalle politiche di austerità. Queste ultime finiscono per determinare tendenze opposte: tagli di spesa si traduce spesso in tagli dei posti di lavoro, l’esatto contrario del principio di creazione di posti di lavoro. Per cui “durante periodi di austerità queste misure per l’occupazione si scontrano con gli impegni dei governi per la riduzione di spesa pubblica e deficit”.

Il problema della transizione. Un elemento chiave per un giovane è il passaggio dal mondo degli studi a quello del lavoro. Se si può sostenere che in molti casi la situazione degli under 25 dipende da scelte personali, vale a dire dal fatto che singoli studenti – in quanto ancora impegnati con gli studi – preferiscano avere occupazioni temporanee o part-time. Tuttavia, rileva il Parlamento Ue, “non è dimostrata l’efficacia delle forme atipiche di lavoro (a tempo determinato, stagionale, interinale e part-time) nel sostenere la transizione dalla scuola al lavoro”.

Tags: esclusione socialegiovanilavorooccupazione giovanileparlamento europeo

Eunews Newsletter

Ti potrebbe piacere anche

[foto: European Institute for Gender Equality]
Economia

Da oggi al 31 dicembre le donne lavorano gratis: questo significa il gender pay gap nell’Ue

15 Novembre 2024
convenzione
Editoriali

Il momento della verità per la “maggioranza Ursula 2.0” è arrivato

14 Novembre 2024
AGRI - Confirmation hearing of Christophe HANSEN, European Commissioner-designate for Agriculture and Food
Agricoltura

Agricoltura, il designato Hansen al Parlamento Ue: “Voglio essere un commissario che va con gli stivali sul posto”

5 Novembre 2024
italia
Economia

L’Italia è ancora il Paese europeo con le maggiori disparità occupazionali tra regioni

29 Ottobre 2024
metsola de gasperi
Cultura

Roberta Metsola a Roma per ricordare Alcide De Gasperi: nel suo discorso Ucraina, difesa comune e migrazioni

25 Ottobre 2024
Crescenzio Rivellini. Credit: Multimedia Centre Ep
Cronaca

Un ex-eurodeputato italiano dovrà restituire 250mila euro al Parlamento europeo

24 Ottobre 2024
Made with Flourish

Il Rapporto Draghi in italiano

di Redazione eunewsit
9 Settembre 2024
CondividiTweetCondividiSendCondividiSend

Secondo articolo

di IT Withub
20 Dicembre 2024

Riassunto secondo articolo

Banane brandizzate Chiquita. Credit:   Justin Tallis / AFP

Quello che capita

di Redazione eunewsit
16 Dicembre 2024

kjashasaskdlasmnc ddddddddd

Credit: Tiziana FABI / AFP

Prova Programma 2

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

vfdvddfvdfvdvd

Borrell

Prova programma

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

cdfjlkdsjlkfjlfjkldfs

  • Chi siamo
  • Eventi
  • Contatti
  • L’Editoriale
  • 7 racconti di Diego Marani
  • Privacy Policy
  • Cookie policy

Eunews è una testata giornalistica registrata - Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

Copyright © 2023 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.

Attenzione