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Home » Politica Estera » Per l’Italia la Russia è “partner strategico” dell’Ue, per Strasburgo no

Per l’Italia la Russia è “partner strategico” dell’Ue, per Strasburgo no

Strasburgo ha votato una risoluzione che afferma che la cooperazione con Mosca può essere ripresa solo quando rispetterà “l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina, inclusa la Crimea”. Il ministro Gentiloni: “Non possiamo immaginare di non ricostruire i rapporti col nostro vicino”

Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
10 Giugno 2015
in Politica Estera
L'eurodeputata popolare Anna Maria Corazza Bildt in Aula con una maglietta dell'Ucraina durante il dibattito sulla russia

L'eurodeputata popolare Anna Maria Corazza Bildt in Aula con una maglietta dell'Ucraina durante il dibattito sulla russia

Strasburgo – L’Unione europea non deve più considerare la Russia di Vladimir Putin un “partner strategico”. Il Parlamento di Strasburgo ha approvato con 494 voti favorevoli, 135 voti contrari e 69 astensioni la relazione del popolare lituano Gabrielius Landsbergis che “ribadisce che il coinvolgimento diretto e indiretto della Russia nel conflitto armato in Ucraina e la sua annessione illegale della Crimea, assieme alla violazione dell’integrità territoriale della Georgia nonché al ricatto economico e alla destabilizzazione politica dei paesi vicini europei, costituiscono una violazione deliberata dei principi e dei valori democratici fondamentali e del diritto internazionale”, si legge nel testo. In pratica l’opposto di quanto, nelle stesse ore, affermava il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, che a Bruxelles a margine del vertice Ue-Celac ha affermato che c’è “la necessità di guardare al futuro”, e per questo “non possiamo immaginare di non ricostruire i rapporti con il nostro vicino”, e di conseguenza “va ricostruito un quadro di relazioni con la Russia, che è strategico per l’Europa”.

“Sono convinto che il popolo russo, come tutti noi, desideri la pace, non la guerra. Un cambiamento in Russia deve venire dal suo interno, può esserci e ci sarà. Nel frattempo, dobbiamo inviare un messaggio forte alla leadership russa, sottolineando la nostra vicinanza alle vittime delle sue aggressioni e a coloro che difendono i valori su cui si fonda l’Ue”, ha affermato il relatore parlando in Aula.

Il Parlamento invita la Commissione a prevedere senza indugi finanziamenti adeguati per progetti concreti volti a contrastare la propaganda russa e la disinformazione russa all’interno e all’esterno dell’Ue e a programmare una assistenza finanziaria “più ambiziosa” in favore della società civile russa esprimendo “profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani, inclusi i diritti di libertà di espressione, associazione e riunione e i diritti delle persone Lgbti”, condannando fermamente “la continua repressione del dissenso da parte del governo, che colpisce le Ong indipendenti con la cosiddetta ‘legge sugli agenti stranieri’, e la persistente e multiforme repressione di attivisti, oppositori politici e critici del regime”, si legge ancora nel testo.

I deputati chiedono alla Commissione e agli Stati membri un meccanismo coordinato per il monitoraggio dell’assistenza finanziaria, politica o tecnica fornita dalla Russia ai partiti politici e ad altre organizzazioni all’interno dell’UE, al fine di valutarne l’influenza a livello della vita politica e dell’opinione pubblica. Il riferimento, seppur non esplicito, è all’accusa che il Cremlino finanzierebbe, attraverso banche amiche, il Front National di Marine Le Pen, in cambio di sostegno a una linea pro russa.

Ribadita anche la condanna della lista nera “arbitraria” della Russia, che impedisce a 89 politici e funzionari europei l’acceso nel territorio russo.

I deputati sostengono che nel lungo periodo siano possibili e auspicabili rapporti costruttivi tra l’UE e la Russia, a vantaggio di entrambe le parti, ma sottolineano che la cooperazione può essere ripresa in considerazione “a condizione che la Russia rispetti l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina, inclusa la Crimea, attui pienamente gli accordi di Minsk”, e “metta fine alla destabilizzazione delle attività militari e di sicurezza alle frontiere degli Stati membri dell’Unione europea”.

Tags: italiaPaolo Gentiloniparlamento europeorussiaUcraina

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