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Home » Economia » Ferrovie, avanti (ma adagio) con la liberalizzazione dei mercati Ue

Ferrovie, avanti (ma adagio) con la liberalizzazione dei mercati Ue

Gli Stati hanno trovato un accordo per aprire i servizi nazionali a imprese straniere, ma gli appalti diretti saranno ancora ammessi per 10 anni e in seguito per diverse circostanze straordinarie

Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
8 Ottobre 2015
in Economia

Bruxelles – Liberalizzazioni sì, ma non troppo, almeno per quanto riguarda le ferrovie. Il Consiglio Ue sui Trasporti ha raggiunto un accordo all’unanimità sul pilastro di mercato del quarto pacchetto ferroviario, che ora dovrà essere negoziato con il Parlamento. In base alle proposte le compagnie ferroviarie europee avrebbero accesso non discriminatorio alla rete in tutti i paesi dell’Ue al fine di eseguire servizi di trasporto nazionale di passeggeri. Potranno così creare i propri servizi commerciali per competere con gli altri operatori, o partecipare agli appalti pubblici di servizi.

Ma per quanto riguarda gli appalti pubblici gli Stati hanno concordato che le gare devono essere sì il principale modo per fare un contratto, ma sono previste diverse eccezioni che permetteranno ancora di assegnare appalti diretti, ad esempio per i mercati piccoli o dalle caratteristiche geografiche particolari o nel caso in cui si riesca a offrire un miglior servizio o un miglior rapporto costo efficienza. Starà poi alle autorità nazionali il compito di valutare se le performance rispettano le aspettative in base a criteri come la puntualità e la frequenza dei treni.

Le nuove regole poi non entreranno in vigore subito: dall’approvazione finale del pacchetto per ancora dieci anni gli Stati potranno assegnare appalti diretti senza dover dare giustificazioni. In questo periodo potranno anche continuare ad essere utilizzati i contratti già esistenti. Ci saranno però delle misure di salvaguardia per prevenire i conflitti di interesse e per aumentare la trasparenza dei flussi finanziari tra gestori delle infrastrutture e operatori ferroviari.

Secondo i ministri dei Trasporti la maggior parte delle strutture organizzative delle società nei 28 Paesi membri sono “già largamente compatibili” con queste nuove regole e alcune misure ad hoc verranno prese per affrontare le situazioni ritenute problematiche.

Il ministro dei trasporti del Lussemburgo, Paese con la presidenza di turno dell’Ue, Francois Bausch, ha parlato di “soluzioni equilibrate e solide”. Di un accordo che “apre la strada a più efficienza, migliori performance e qualità dei servizi ferroviari in Europa, che andranno a beneficio di cittadini, società e autorità pubbliche”, ha parlato invece la commissaria Ue ai Trasporti Violeta Bulc.

“L’Italia è stata decisiva nel percorso del quarto pacchetto ferroviario. La presidenza italiana ha promosso l’unitarietà del pilastro politico con quello tecnico fin dall’inizio. È un grande successo politico”, ha rivendicato il ministro dei Trasporti italiano, Graziano Del Rio. Con questo accordo, ha continuato, “si mette al centro la qualità e la quantità dei servizi ferroviari e quindi la maggiore fruibilità ed il maggiore diritto alla mobilità dei cittadini europei con uno spazio unico ferroviario europeo, quando sarà completato il lavoro di dialogo col Parlamento, quindi questo è un passo avanti enorme”. Per il ministro “c’è uno stimolo alle gare anche per il trasporto pubblico locale. Sono tutte direzioni che l’Italia sta già prendendo con decisione, pur preservando alcune caratteristiche”, perché “in alcune situazioni si potrà ancora addivenire agli affidamenti diretti”.

Tags: ferrovieliberalizzazioniQuarto pacchetto ferroviario

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