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Home » Economia » Gozi: “Flessibilità non sia una tantum, ma accompagni le riforme”

Gozi: “Flessibilità non sia una tantum, ma accompagni le riforme”

Il sottosegretario al Consiglio competitività ha parlato anche di infrazioni affermando che l'Italia "vuole impegnarsi a mantenere un trend di diminuzione, ma la Commissione deve velocizzare le pratiche per le chiusure"

Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
30 Novembre 2015
in Economia
Sandro Gozi

Sandro Gozi

Bruxelles – La flessibilità concessa agli Stati membri da Bruxelles rispetto ai vincoli del Patto di stabilità non deve essere “una cosa eccezionale, una tantum”, ma “uno strumento che deve accompagnare sempre di più gli Stati che fanno le riforme strutturali”. A chiederlo è il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi che, parlando al termine del Consiglio Competitività a Bruxelles ha sottolineato che, durante la riunione, la commissaria Ue al Mercato interno, Elżbieta Bieńkowska, ha rilevato che “gli investimenti pubblici in tutto il mercato unico nel 2009 sono calati del 4% e nel 2016 si prevede aumento di solo 0.9%”, questo vuol dire, secondo il sottosegretario, che la richiesta dell’Italia secondo cui “bisogna lavorare su investimenti e domanda interna è assolutamente confermata anche dalla Commissione”, e per questo è giusta l’insistenza di Roma “su una piena attuazione del Piano Juncker per gli investimenti”, e quella appunto di flessibilità.

Parlando poi delle infrazioni, Gozi ha chiesto all’esecutivo comunitario di velocizzare le chiusure quando i Paesi si rimettono in regola. “Noi siamo impegnati a ridurre ancora le infrazioni”, e a “mantenere una tendenza al ribasso che abbiamo innescato”, ha affermato Gozi che ha però detto di aver chiesto alla Commissione “che così come è solerte nell’aprire le infrazioni contro gli Stati membri, deve essere celere nel chiuderle”, perché questo “sarebbe un incentivo molto importante”. Al momento, sottolinea il sottosegretario “ci possono volere dai tre ai 6 mesi, una media lunga”. L’Italia, ha garantito “vuole instaurare un rapporto virtuoso”, consapevole che il nostro Paese “deve migliorare il record di infrazioni che ha e che non ci piace per niente”, ma per farlo ha bisogno di “uno spirito di partenariato vero”. Una richiesta che, ha concluso Gozi, “non arriva solo da noi, ma anche da altri Paesi come la Francia”.

Tags: italiaPatto di stabilitàriforme strutturaliSandro Gozi

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