- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 3 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
  • Eventi
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Europee 2024
  • Fit for 55
  • Energia
  • Hge
  • Agrifood
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
No Result
View All Result
Eunews
No Result
View All Result

Home » Economia » Cop21, M5S: “Politiche Ue sul clima influenzate dal Ttip”

Cop21, M5S: “Politiche Ue sul clima influenzate dal Ttip”

Intervista al vicepresidente della commissione Ambiente del Senato, Carlo Martelli, che critica la posizione dell’Ue alla conferenza Onu sul clima, boccia la revisione dell’Ets e chiede la decarbonizzazione totale

Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
10 Dicembre 2015
in Economia
cop21, m5s, martelli, clima

Roma – Alla Conferenza Onu di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici Cop21 “a me la posizione dell’Unione europea proprio non piace, perché mette davanti a questo enorme problema la questione economica”. Carlo Martelli, senatore del Movimento 5 stelle e vicepresidente della commissione Ambiente di Palazzo Madama, critica l’orientamento secondo il quale “qualunque soluzione che verrà trovata a Parigi non dovrà intervenire sugli accordi di libero scambio che si stanno negoziando o sono già conclusi”. In questo modo, a suo avviso, è “come se l’Ue dicesse che non si può mettere alcun tipo di tassazione ambientale sui prodotti o sui servizi che arrivano da Paesi con i quali abbiamo accordi commerciali, o addirittura da quelli con cui stiamo ancora negoziando”.

Senatore, si riferisce al Trattato di libero scambio tra Ue e Usa? Ritiene stia influenzando

martelli cop21 clima m5s
Carlo Martelli

la politica europea sul clima?

Sì, e purtroppo non influenza solo quelle ma tutte le politiche che l’Unione europea sta portando avanti. Il trattato è segreto, non c’è libero accesso a tutti i documenti negoziali e agli allegati, ma sappiamo che coinvolgerà circa 300-400 miliardi di interscambio tra Europa e Stati uniti. Qualunque tipo di interferenza a questo flusso potrebbe essere percepito come ostacolo alla crescita economica. Ma sull’ambiente, o si fa una politica seria contro i cambiamenti climatici, oppure si fa una politica economica. Tutti gli studi prodotti dalle varie università sulla lotta ai mutamenti del clima dicono che tra le due vie, una strategia aggressiva o una intermedia fatta di compromessi, quella più costosa e meno efficace è quella intermedia. Quindi, qualunque mediazione al ribasso servirebbe solo a spendere soldi per niente.

Per incentivare la riduzione delle emissioni di carbonio, l’Unione europea ha deciso di rivedere il sistema Ets invece che adottare una misura più drastica come la Carbon tax. Lei avrebbe preferito la seconda strada?

Sicuramente il meccanismo degli scambi di quote di emissioni non funziona. Il valore fissato a 7 euro per tonnellata di CO2 è così basso che incentiva le emissioni. Anche la Carbon tax presenta dei problemi. Se la mettessimo adesso scompenseremmo gli equilibri economici all’interno della stessa Unione. Penalizzeremmo eccessivamente Paesi come la Polonia, che emettono molta CO2, e favoriremmo troppo altri che hanno investito sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili. È una lotta economica, ma il punto è che quando si parla di ambiente non bisogna considerare solo gli aspetti strettamente economici, perché i danni a lungo termine non sono ancora a bilancio ma ci entreranno. Quindi, io ritengo che la Carbon tax sia uno strumento indispensabile, ancorché grezzo.

Perché è grezzo?

Andrebbe inserita una valutazione sull’intero ciclo di vita di un prodotto e non solo sulle emissioni relative al ciclo produttivo. Questo meccanismo – che il Movimento 5 stelle ha inserito in una proposta di legge depositata qui al Senato – sarebbe molto più affinato. In ogni caso, la Carbon tax riesce già a colpire quelle produzioni fortemente inquinanti mettendo fuori mercato settori come quello delle centrali termoelettriche a carbone.

Per l’accordo finale della Cop21 è ancora aperta la questione dell’aumento di temperatura globale. La disputa è se mantenerlo entro 1,5 o 2°C. Qual è la soglia giusta a suo avviso?

Gli scienziati dicono che non esiste una soglia certa di sicurezza. Chi dice categoricamente che la soglia è 2°C fa un azzardo esattamente come chi indica 1,5°C. La posizione più equilibrata è riconoscere che ogni incremento di temperatura crea uno squilibrio planetario. Quindi, più aumentiamo la temperatura più rischiamo di perdere l’attuale ecosistema.

Si cerca ancora l’intesa sull’obiettivo di lungo termine, c’è chi spinge per la decarbonizzazione totale e chi invece si accontenterebbe di una riduzione.

Quelli che parlano di decarbinizzazione spinta sono gli unici ad aver capito che il problema è veramente serio. Se l’aria di casa tua è irrespirabile perché c’è una stufa che perde fumo, non è facendo uscire un po’ meno fumo che la rendi l’aria respirabile: devi fermare il fumo e aprire la finestra per cambiare aria.

I paesi sviluppati si sono impegnati a sostenere economicamente le politiche ambientali di quelli più arretrati. È sufficiente per garantire che anche le economie emergenti rispettino i terget?

È sicuramente un fatto positivo la cooperazione internazionale. Cooperazione, però, vuol dire anche favorire gli scambi commerciali, come ad esempio l’export di carne dal Sud America e dall’Africa. Siccome la produzione di carne è il principale responsabile dell’effetto serra, anche più dei trasporti, sarebbe preferibile non incentivarla. Quindi, io giudico positivamente che vengano destinate maggiori risorse alla cooperazione internazionale, ma vorrei valutare i singoli progetti.

Senatore Martelli, cosa deve prevedere l’accordo finale perché sia soddisfacente?

Un accordo sarebbe soddisfacente se prevedesse ciò che il Movimento 5 stelle ha indicato nelle mozioni: la decarbonizzazione spinta e l’abbandono delle fonti fossili entro il 2050, con il passaggio al 100% di fonti rinnovabili. Quello che assolutamente non vorremmo vedere è il ricorso alla cosiddetta ‘geo-ingegneria’, ovvero interventi sull’atmosfera per riflettere maggiormente la luce solare, sistemi per aumentare la capacità di assorbimento da parte degli oceani o, peggio ancora, il sequestro geologico della CO2. Il rischio è di creare pericoli maggiori – ad esempio un rilascio massiccio e improvviso dell’anidride carbonica sequestrata, che sarebbe letale – e nel contempo continuare a incentivare un modello di sviluppo che non funziona. Sarebbe come mettere la spazzatura sotto al tappeto sperando che ci rimanga.

Su quali aspetti l’Italia deve ancora lavorare per fare la propria parte sul clima?

Dovrebbe lavorare al progressivo abbandono delle fonti fossili e smettere di incentivarne l’utilizzo. Il nostro Paese spende ancora 12 miliardi di euro per incentivazioni dirette o indirette alle fonti fossili. Bisognerebbe utilizzare questi fondi per la transizione energetica. Poi servirebbe una revisione del sistema dei trasporti e lavorare sull’efficientamento energetico dell’edilizia. Questi sono i 3 pilastri. Poi, a mio avviso, c’è un quarto che è culturale e chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi: diminuire il consumo di carne, ad esempio, sarebbe già un buon inizio.

Tags: Carlo MartelliclimaConferenza Onu sul climaCop 21m5sMovimento Cinque StelleparigiTtip

Eunews Newsletter

Ti potrebbe piacere anche

Notizie In Breve

Una protezione civile europea con personale militare per rispondere alle emergenze

14 Novembre 2024
valencia
Cronaca

La Spagna ha chiesto l’attivazione del meccanismo di protezione civile dell’Ue dopo le alluvioni di Valencia

11 Novembre 2024
Green Economy

Clima, nel 2023 finanziamenti pubblici Ue per 28,6 miliardi

5 Novembre 2024
Campagna alluvionata [Foto: imagoeconomica]
Cronaca

Maltempo, dall’Ue 3,96 milioni per le inondazioni in Valle d’Aosta

25 Ottobre 2024
libano
Politica Estera

Alla conferenza sul Libano raccolto un miliardo per aiuti umanitari e militari. Borrell: “Rafforziamo Unifil e l’esercito regolare”

24 Ottobre 2024
transizione verde dell'economia resta una priorità
Green Economy

La Commissione rinnova l’impegno per la transizione verde: 380 milioni di euro destinati a progetti green

21 Ottobre 2024
Made with Flourish

Il Rapporto Draghi in italiano

di Redazione eunewsit
9 Settembre 2024
CondividiTweetCondividiSendCondividiSend

PROVA newsletter alert Referendum ordinamento giudiziario: i No in largo vantaggio

di Redazione eunewsit
23 Marzo 2026

Bruxelles - A poco più della metà dello scrutinio del Referendum costituzionale sull'ordinamento giudiziario, i No sono in netto vantaggio...

Secondo articolo

di IT Withub
20 Dicembre 2024

Riassunto secondo articolo

Banane brandizzate Chiquita. Credit:   Justin Tallis / AFP

Quello che capita

di Redazione eunewsit
16 Dicembre 2024

kjashasaskdlasmnc ddddddddd

Credit: Tiziana FABI / AFP

Prova Programma 2

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

vfdvddfvdfvdvd

  • Chi siamo
  • Eventi
  • Contatti
  • L’Editoriale
  • 7 racconti di Diego Marani
  • Privacy Policy
  • Cookie policy

Eunews è una testata giornalistica registrata - Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

Copyright © 2023 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.

Attenzione