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Home » Politica Estera » Accordo sulla Siria, aiuti subito e cessazione delle ostilità in una settimana

Accordo sulla Siria, aiuti subito e cessazione delle ostilità in una settimana

Sono i punti del piano per una tregua concordato nella notte dal Gruppo internazionale di sostegno al Paese di cui fa parte anche l'Unione europea. Mogherini: "Intesa non su parole ma su azioni da fare insieme"

Lena Pavese di Lena Pavese
12 Febbraio 2016
in Politica Estera
Siria

Bruxelles – Cessazione delle ostilità in tutta la nazione entro una settimana e aiuti umanitari entro il weekend in alcune zone del Paese. È quando prevede il piano concordato dal Gruppo internazionale di sostegno alla Siria dopo una riunione fiume durata tutta la notte a Monaco di Baviera. Il Gruppo di cui fanno parte Unione europea, Nazioni Unite, Organizzazione della cooperazione islamica, Stati Uniti, Lega araba, Cina, Egitto, Francia, Germania, Iran, Iraq, Italia, Giordania, Libano, Oman, Qatar, Russia, Arabia Saudita, Turchia, Emirati arabi e Regno Unito ha deciso che “l’accesso umanitario inizierà questa settimana per le zone assediate, e una task force entro una settimana elaborerà le modalità per una cessazione delle ostilità a livello nazionale”, si legge nel comunicato ufficiale rilasciato al termine della riunione.

I membri del gruppo di sostegno si impegnano a “usare la loro influenza con tutte le parti sul terreno, in coordinazione con le Nazioni Unite, per assicurare che tutte le parti consentano immediato accesso umanitario per raggiungere tutte le persone bisognose in tutta la Siria, particolarmente nelle aree assediate e difficili da raggiungere”. Le Nazioni Unite dovranno operare report settimanali sul funzionamento del piano così da potere agire sulle aree in cui l’accesso risulta più difficile.

Il gruppo ha anche concordato una “cessazione delle ostilità a livello nazionale” che deve essere “messa in atto urgentemente e applicarsi a tutte le parti attualmente impegnate in azioni militari o paramilitari contro qualsiasi altra parte, ad esclusione di Daes, Jabhat al-Nusra, o altri gruppi definiti come terroristi dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. A questo fine tutti si impegnano a “esercitare influenza per un immediata e significativa riduzione della violenza”.

“Abbiamo deciso di attuare una cessazione delle ostilità a livello nazionale entro una settimana”, ha dichiarato il segretario di Stato americano, John Kerry, che ha osservato come la cessazione delle ostilità non sia un cessate il fuoco, ma piuttosto una pausa. Un cessate il fuoco durevole, ha spiegato, deve essere raggiunto in un secondo momento. “Abbiamo poi concordato di accelerare e ampliare la distribuzione degli aiuti umanitari a partire da subito”, ha dichiarato Kerry. “La distribuzione inizierà questa settimana”. Gli fa eco il ministro degli Esteri russo, Lavrov: “Abbiamo concordato di preparare entro una settimana le modalità che determineranno il regime della cessazione delle ostilità, ritenendo che in questo lasso di tempo il governo siriano e i gruppi di opposizione sarebbero in grado di prendere le misure necessarie per prepararsi per la cessazione delle ostilità”, ha spiegato il capo della diplomazia russa. Le modalità saranno preparate da un gruppo speciale che lavorerà sotto la supervisione russa e degli Stati Uniti.

“Questa notte abbiamo fatto un passo avanti importante, concreto, per la Siria”, commenta dal suo blog l’Alto rappresentante per gli Affari esteri Ue, Federica Mogherini, che parla di “un accordo non tanto sulle parole, sui principi, sulle prospettive (cosa che già avevamo faticosamente costruito nei mesi scorsi) ma sulle azioni da fare insieme, in modo coordinato sia sul piano umanitario, sia sul piano politico e militare”. Ora, sottolinea Mogherini “gli accordi raggiunti durante la notte dovranno tradursi in atti concreti nei giorni che verranno, a partire già da oggi” e “per l’Unione Europea – assicura l’Alto rappresentante – la nostra delegazione per contribuire agli aiuti umanitari è già in viaggio per Ginevra”.

Tags: accordocessate il fuocoKerryMogheriniMonacosiriaunione europea

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