- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 5 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
  • Eventi
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Europee 2024
  • Fit for 55
  • Energia
  • Hge
  • Agrifood
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
No Result
View All Result
Eunews
No Result
View All Result

Home » Politica » Brexit, May minaccia l’Ue: se fate i duri possiamo cambiare modello economico e penalizzarvi

Brexit, May minaccia l’Ue: se fate i duri possiamo cambiare modello economico e penalizzarvi

"Meglio nessun accordo che un cattivo accordo". "Dall'Ue accoglieremo solo chi ci serve". "Fuori dal Mercato unico". La premier britannica ripete le sue posizioni sulla Brexit, ma è vaga nelle risposte ai giornalisti

Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
17 Gennaio 2017
in Politica
Brexit, negoziati, discorso, lancaster house, theresa may

Theresa May

Bruxelles – Non alza la voce ma alza i toni la premier britannica Theresa May nell’atteso discorso a Lancaster House sul suo programma per la Brexit. Non dice nulla di nuovo, ripete lo stop all’immigrazione dall’Unione europea, promette una Gran Bretagna più forte che mai, minaccia chi in Europa pensa ad una accordo che lei definisce “punitivo”, ma in sostanza non chiarisce nulla e mostra, di fatto la grande incertezza in cui versa il governo di sua Maestà. Sul Mercato Unico ha ceduto la premier, ha capito che l’Unione europea non cederà sulla necessità di rispettare i quattro pilastri (libertà di movimento delle persone, dei capitali, dei servizi , delle merci) e dunque la Gran Bretagna ne uscirà e lavorerà ad un Accordo di libero scambio.

Chiaro è che il cammino è quello, sarà Brexit, ma cosa esattamente ci sarà dentro non lo dice, quali sono le prospettive del Paese non lo chiarisce. Sarà una grande nazione “commerciale”, ha ribadito la premier, e dunque pur scegliendo di stare fuori dal mercato Unico vuol negoziare un Accordo di libero scambio con l’Ue, ma sarà anche fuori dall’Unione doganale, “vogliamo stabilire noi le tariffe” per le merci.

La volontà è di restare “un buon vicino”, dell’Unione, “con la quale condividiamo valori”, e  “che non vogliamo vedersi disgregare, non è nel nostro interesse”, dice May, e la collaborazione continuerà anche nella “lotta alla criminalità, nell’antiterrorismo perché la minaccia è comune, nella ricerca tecnologica e scientifica”. Però minaccia che se “qualcuno pensa a fare un accordo punitivo noi potremmo cambiare il nostro modello economico e creare problemi alle aziende dell’Unione”. La minaccia è quella di lavorare a diventare un vero paradiso fiscale. Comunque, ha affermato che “è meglio nessun accordo che un cattivo accordo”.

Il parlamento britannico “tutte e due le Camere”, ha precisato, voterà sull’accordo finale, ma quando una giornalista le chiede cosa succederà se voterà “no” la premer svicola, rispondendo che “il parlamento rispetterà la volontà dei cittadini”, che però si sono espressi solo sul lasciare l’Unione, non sui modi, sul negoziato. La sensazione è che May pensi in qualche modo a depotenziare il voto del parlamento sui contenuti, cercando di obbligare deputati e lord a un rispetto di una volontà generale espressa su un principio, ma non sul prezzo che si dovrà pagare (o al guadagno che se ne farà, nella sua ottica).

In generale, ha detto chiaramente la premier, alla Gran Bretagna non giova stare in consessi internazionali.  “Il fatto che le istituzioni sovranazionali abbiano più potere di quelle nazionali, e questo è il casi dell’Unione europea, non va bene per la nostra politica e il nostro stile di vita”, ha spiegato.

Il negoziato, ha insistito ribadendo una posizione che ha già dato adito a molte polemiche, sarà praticamente segreto. “Faremo sapere solo quello che è nell’interesse nazionale”, ha spiegato, non dicendo dunque se sarà la verità, specificando che “i dettagli non saranno resi pubblici, il nostro interesse non è avere tutoli sui giornali, ma condurre con disciplina un negoziato cruciale per il Paese”.

Sarà però un negoziato difficile anche per i rapporti “speciali” che Londra ha con l’Irlanda. “Ci resta un confine terrestre con l’Unione europea”, ha detto riferendosi all’Irlanda e promettendo che la tradizionale amicizia e l’antico scambio con gli “amici” irlandesi resterà e dunque “troveremo certamente un accordo” per mantenere aperta quella frontiera. Il problema che May non dice è che Dublino pur non essendo dentro Schengen resterà un Paese dell’Unione, e le sue frontiere sono una frontiera esterna dell’Ue verso un Paese terzo e dunque un accordo andrà trovato con l’Unione e non solo con l’Irlanda.

May ha detto che bisognerà accelerare sull’accordo per lo status dei britannici che sono in Ue e per i cittadini dell’Ue che sono in Gran Bretagna, “dobbiamo risolvere al più presto, perché è la cosa giusta da fare”. Ma in generale, dopo la Brexit, sarà dura la vita per chi dal Continente vorrà andare nell’isola nel Mare del Nord. “Siamo tradizionalmente aperti e tolleranti, ma il messaggio che arriva dai cittadini è che dobbiamo controllare quanti arrivano. Stiamo studiando regole per questo, per accogliere i migliori, i più brillanti. L’immigrazione dovrà servire i nostri interessi nazionali”, ha spiegato.

Tags: brexitdiscosonegoziatiTheresa May

Eunews Newsletter

Ti potrebbe piacere anche

HRVP Joseh Borrell. Credit: John Thys / AFP
Politica Estera

Allargamento Ue 2/ Il sogno dell’Ucraina di accedere all’Ue diventa sempre più concreto

30 Ottobre 2024
Keir Starmer and Ursula von der Leyen
Politica Estera

Il rafforzamento della cooperazione strategica dopo la Brexit: Ue e Regno Unito hanno obiettivi comuni

2 Ottobre 2024
Starmer (sx) e Scholz oggi a Berlino (Foto RALF HIRSCHBERGER / AFP)
Politica Estera

Starmer a Berlino e Parigi per “dare una svolta alla Brexit”

28 Agosto 2024
Keir Starmer Partito Laburista Regno Unito
Politica Estera

L’onda laburista travolge il Regno Unito. A picco conservatori e nazionalisti scozzesi, Farage eletto

5 Luglio 2024
Regno Unito Nigel Farage
Politica Estera

L’Ue osserva le prime elezioni nel Regno Unito post-Brexit. I Labour verso il trionfo, occhi puntati ancora su Farage

4 Luglio 2024
Brexit, Regno Unito
Politica Estera

Il Regno Unito dice no alla proposta dell’Ue per garantire la mobilità giovanile

22 Aprile 2024
Made with Flourish

Il Rapporto Draghi in italiano

di Redazione eunewsit
9 Settembre 2024
CondividiTweetCondividiSendCondividiSend

PROVA newsletter alert Referendum ordinamento giudiziario: i No in largo vantaggio

di Redazione eunewsit
23 Marzo 2026

Bruxelles - A poco più della metà dello scrutinio del Referendum costituzionale sull'ordinamento giudiziario, i No sono in netto vantaggio...

Secondo articolo

di IT Withub
20 Dicembre 2024

Riassunto secondo articolo

Banane brandizzate Chiquita. Credit:   Justin Tallis / AFP

Quello che capita

di Redazione eunewsit
16 Dicembre 2024

kjashasaskdlasmnc ddddddddd

Credit: Tiziana FABI / AFP

Prova Programma 2

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

vfdvddfvdfvdvd

  • Chi siamo
  • Eventi
  • Contatti
  • L’Editoriale
  • 7 racconti di Diego Marani
  • Privacy Policy
  • Cookie policy

Eunews è una testata giornalistica registrata - Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

Copyright © 2023 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.

Attenzione