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Home » Politica » Vertice del Sud Ue, Gentiloni: “Crescita va accompagnata con discussione sul Patto di stabilità”

Vertice del Sud Ue, Gentiloni: “Crescita va accompagnata con discussione sul Patto di stabilità”

I sette Paesi elaborano una linea comune su Brexit, Siria e cambiamenti climatici e fanno fronte contro l’austerity

Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
10 Aprile 2017
in Politica
Da sx, i leader di Portogallo, Malta, Francia, Spagna, Cipro, Grecia e Italia (Foto: Barchielli, Palazzo Chigi)

Da sx, i leader di Portogallo, Malta, Francia, Spagna, Cipro, Grecia e Italia (Foto: Barchielli, Palazzo Chigi)

Roma – Il fronte dei Paesi del Sud dell’Ue si va sempre più strutturando, e nel terzo incontro tra i capi di Stato e di governo di Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo e Spagna appare sempre più chiaro che il principale fronte comune è la battaglia contro una politica economica improntata all’austerità. Sarà perché nelle prossime ore è chiamato a varare il Def e la manovra correttiva da 3,4 miliardi di euro chiesta dalla Commissione Ue, ma è dalle parole del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che questa impostazione emerge più chiaramente, quando parla di una crescita che da parte dell’Ue “deve essere accompagnata, sostenuta, accelerata”.

Sarebbe un errore, a suo avviso, “immaginare che in numeri, da soli, consentano di fronteggiare le conseguenze sociali” della “crisi economica più grave dal dopoguerra”. Quindi, prosegue, bisogna tornare a far cresce l’economia non solo “con investimenti e con le politiche per l’occupazione”, ma anche “con una discussione fondamentale sul Patto di stabilità”. Una riflessione, “in particolare sulle regole che riguardano l’aggiustamento strutturale”, secondo Gentiloni “non è interesse di un singolo paese ma dell’intera Ue”, per “arrivare a un contesto in cui a numeri finalmente positivi corrispondano dei successi sul piano sociale”.

La necessità di un cambiamento delle politiche economiche è emerso negli interventi di tutti, ma un altro intervento particolarmente accorato in questo senso è stato quello del primo ministro ellenico Alexis Tsipras, il quale ha sottolineato che “la Grecia si sta sforzando per superare crisi”, e che a suo avviso “è arrivato il momento di cercare una soluzione più sostanziale al debito greco”, leggasi ristrutturazione. A suo avviso, “una volta conclusa la seconda revisione” del programma di aiuti, “se la Grecia, e con lei l’Eurozona, saranno uscite dalla crisi, i Paesi del sud avranno l’opportunità unica di proporre iniziative orientate alla coesione sociale”.

Sul fronte economico, l’ospite spagnolo, Mariano Rajoy, ha riassunto gli obiettivi sui quali i sette convergono. Per assicurare crescita e occupazione “occorre completare il mercato unico digitale e quello dell’energia”, indica. Inoltre, visto il “buon funzionamento del Piano Juncker” per gli investimenti, questo “va rafforzato”. Poi vanno “rinegoziati il prima possibile gli accordi commerciali con il Mercosur”. Bisogna mettere in piedi “il pilastro sociale dell’Ue” ed “è necessario fare un passo avanti nell’Unione economica e monetaria, con un meccanismo di assicurazione sui depositi” e cominciando a “pensare a un sistema di Eurobond”.

Un altro dei temi chiave dell’incontro era la Brexit. Tema sul quale il presidente di turno dell’Ue, il premier maltese Joseph Muscat, registra la “convergenza sulla bozza delle linee guida” per i negoziati che verranno discusse dai 27 nel prossimo Vertice a Bruxelles. Una convergenza “che credo si estenderà a tutti i membri dell’Unione europea”, prevede, perché è dettato da un approccio “pragmatico, giusto ma anche determinato”, ed “è questo il volto che vogliamo mostrare in vista del nuovo rapporto tra il Regno unito e l’Ue”. Dunque, priorità ai diritti dei cittadini europei in Gran Bretagna e britannici nell’Ue, ma nessuno sconto sul fatto che prima si tratta il divorzio e poi si negoziano le nuove relazioni, perché, ricorda il presidente francese François Hollande, “dobbiamo parlare del rapporto finanziario e di ciò che Uk dovrà fare nella fase di transizione” prima del divorzio effettivo.

I sette hanno poi ribadito il punto di vista comune sulla necessità di un approccio europeo al tema delle migrazioni. Sulla Siria hanno “condiviso la risposta statunitense all’uso di armi chimiche da parte del regime di Bashar al Assad”. Tuttavia, secondo Gentiloni bisogna essere “chiari: la soluzione nel lungo periodo, la stabilità, deriva dalla ripresa del negoziato, e qui chiamiamo l’Europa a ruolo più incisivo e più importante”.

Dopo il fallimento del G7 dell’Energia a Roma, dove i ministri dei grandi della Terra non sono riusciti a firmare una dichiarazione comune perché la nuova amministrazione Usa sta rielaborando la propria posizione, i sette leader convergono sul fatto che “l’Europa rispetta i punti di vista di tutti, ma non accetta passi indietro sull’accordo di Parigi contro i cambiamenti climatici”, rimarca Gentiloni.

Infine, i capi di Stato e di governo dei Paesi del Sud esprimono “appoggio al processo di riunificazione di Cipro” e all’accordo per l’adeguamento all’aquis dell’Ue da parte di Cipro Nord, che per la comunità internazionale è sotto occupazione turca ma per Ankara è uno Stato indipendente. “Cipro è e continuerà ad essere uno Stato membro dell’Ue anche dopo l’accordo”, assicura Rajoy.

Il vertice dell’Europa del Sud, arrivato alla terza edizione a Madrid dopo l’incontro di Atene dello scorso settembre e di Lisbona a Gennaio, “è l’ultimo a cui parteciperò”, dichiara il presidente francese uscente Hollande, consigliando al proprio “successore di continuare a parteciparvi”. Il quarto appuntamento sarà “a Cipro dopo due importanti tornate elettorali in Francia e in Germania”, anticipa Tsipras. Vedremo se per allora i sette avranno cominciato a raccogliere dei risultati, o se continueranno ad essere bollati come rappresentanti di Paesi che sperperano denari in donne e alcol.

Tags: austeritàciprofranciagreciaitaliamaltaPatto di stabilitàportogallospagna

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