- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 5 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
  • Eventi
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Europee 2024
  • Fit for 55
  • Energia
  • Hge
  • Agrifood
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
No Result
View All Result
Eunews
No Result
View All Result

Home » Non categorizzato » Il cambio di passo, verso la fine dell’Europa

Il cambio di passo, verso la fine dell’Europa

[di Gustavo Piga] Gentiloni approva il DEF più austero di sempre, destinato a condannare l’economia italiana alla stagnazione per il prossimo decennio.

Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
16 Aprile 2017
in Non categorizzato
Italian Prime Minister Paolo Gentiloni (R) with Economy Minister, Pier Carlo Padoan, during a press conference after the Council of Ministers meeting for the DEF (the Economic and Financial Document) at Chigi Palace in Rome, Italy, 11 April 2017.
ANSA/GIUSEPPE LAMI

Italian Prime Minister Paolo Gentiloni (R) with Economy Minister, Pier Carlo Padoan, during a press conference after the Council of Ministers meeting for the DEF (the Economic and Financial Document) at Chigi Palace in Rome, Italy, 11 April 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI

di Gustavo Piga

Il Documento di Economia e Finanza non è la stessa cosa della Legge di Stabilità. Questa traccia le decisioni del governo su spese e tasse per l’anno a venire; quello, così voluto dall’Europa, nasce per indicare ad imprese e famiglie il contesto economico di medio termine, 3-4 anni, all’interno del quale si troveranno ad operare a seguito della programmazione governativa. Ha uno scopo rilevante, il c.d. DEF: quello di dare certezze a tali componenti sociali, influenzando le loro aspettative future, sperabilmente in maniera tale da cementare il loro ottimismo all’interno di una cornice di crescita e stabilità.

I giornali si sono sperticati a raccontare, come d’altronde il premier Gentiloni, di una manovra “espansiva”, semplicemente perché per il 2017 non è prevista che una manovrina di poco più di 3 miliardi di aggiustamento. Ma il DEF non riguarda il 2017, ma gli anni dal 2018 al 2020. E ben più appropriate appaiono al riguardo le parole del ministro Padoan, che ha parlato di «una politica fiscale particolarmente stringente» che «fa parte degli accordi europei». Ovvero del famigerato fiscal compact, l’accordo intergovernativo che stabilisce come, senza se e senza ma, il governo italiano debba raggiungere in pochi anni il bilancio in pareggio.

Spesso si è fatto notare come il fiscal compact non sia mai stato operativo, visto che ha permesso di rinviare, di anno in anno, il raggiungimento del pareggio. Una austerità sulla carta, ma non nella sostanza, che prometteva tagli di spesa pubblica e aumenti delle tasse senza mai realizzarli. Peccato che imprese e famiglie non si siano certo mai fidate di una tale rassicurazione: ansiose di ottenere certezze, le loro aspettative si sono congelate nel pessimismo, evitando di consumare ed investire nel dubbio che poi il governo portasse a termine i piani annunciati di riduzione drastica della domanda pubblica e di aumento della pressione fiscale.

Con Gentiloni ed il suo primo DEF di questo aprile è tuttavia avvenuto un cambio di passo, ancora più austero, mai adottato da nessun governo prima del suo: la decisione di confermare, e non rinviare, l’anno di pareggio di bilancio, al 2019.  Lo stesso anno di pareggio promesso da Renzi nell’aprile del 2016. Avendo tre anni a disposizione Renzi era stato ben più moderato nella sua promessa di austerità e riduzione del deficit: nel 2016, aveva infatti promesso che per il 2017 il deficit su PIL sarebbe sceso dello 0,5 di PIL, circa 8 miliardi di euro, dal 2,3 a 1,8%. Ora Gentiloni con il DEF 2017 raddoppia, annunciando che il deficit dal 2017 al 2018 scenderà dal 2,1 all’1,2%, di 0,9 di PIL, 15 miliardi. Una manovrona dovrà a tal fine essere prevista, così come quella, analoga, per portare dall’1,2% allo zero il deficit nel 2019. Con tutto ciò che ne consegue per l’impatto su una economia, quella italiana, sfibrata da un decennio di recessione, prima, e di stagnazione ora. Una manovrona che ha obbligato il Tesoro addirittura ad abbassare le proprie stime di crescita per quegli anni, dall’1,2% all’1%, due anni che avrebbero dovuto segnare la ripresa della crescita nel nostro paese.

Della manovrona non parlo io, lo dice senza giri di parole l’Ufficio parlamentare di bilancio, preposto a monitorare per conto dell’Europa i conti pubblici italiani: «Il quadro per il 2018 e 2019 risente del mantenimento della disposizione di aumento delle aliquote IVA nel 2018 e dalla previsione di un ulteriore aumento di 0,9 punti dell’aliquota base nel 2019. Nell’insieme, il gettito associato ammonta a 19,6 miliardi nel 2018 e 23,3 miliardi nel 2019, corrispondenti rispettivamente al 1,1 e all’1,3 per cento del PIL».

Una straordinaria austerità che consegna l’economia italiana alla stagnazione per il prossimo decennio ma, forse ancora più importante, che consegna l’equilibrio politico del paese e forse del continente ai movimenti populisti, sancendo dunque la fine di una costruzione comune europea.

La soluzione? L’unica sarebbe quella di far rifiatare l’economia italiana finché non abbia ritrovato l’ottimismo di intraprendere nuovamente, scongelando le aspettative pervase di pessimismo che l’avviluppano da tempo. 70 miliardi sono a disposizione, per un piano di supporto all’economia, all’occupazione, specie di chi soffre maggiormente (piccole imprese, giovani, Meridione, edilizia sostenibile) e di abbattimento del rapporto debito-PIL, sinora invece sempre cresciuto a causa della stupida austerità. 20 miliardi derivanti da una vera spending review, mai fatta da nessun governo, più 50 dal tenere il deficit sul PIL bloccato al 3% come chiedeva il vecchio trattato di Maastricht, e non in pareggio, al quale si tornerà solo dopo che sarà tornato il sole.

Purtroppo questo governo non sembra pronto per un passo simile, anzi. Tra 5 mesi, quando si tratterrà di decidere se apporre la firma sull’inserimento definitivo del fiscal compact, tutto fa presumere che supinamente accetteremo il nostro fato, confermando l’austerità, la mancanza di solidarietà e l’inevitabile fine dell’Europa.

Pubblicato sul blog dell’autore il 14 aprile 2017. 

Tags: austeritàDefGentilonioneuro

Eunews Newsletter

Ti potrebbe piacere anche

Green Economy

ASviS e ECCO a Gentiloni: più investimenti per la transizione climatica a vantaggio di tutti

10 Maggio 2024
porti europei traffico droga
Politica

Nasce l’Alleanza dei porti europei contro il traffico di droga. Ogni anno in Ue vengono sequestrate 300 tonnellate di cocaina

24 Gennaio 2024
Cronaca

Parlamento europeo e vertici Ue commemorano la tragedia di Mestre

4 Ottobre 2023
Giorgia Meloni Consiglio Ue
Economia

L’Italia chiede a Bruxelles ulteriori prestiti per finanziare RepowerEu. Ma non sa quanti e come spenderli

18 Aprile 2023
Plastico del progetto per il ponte sullo Stretto di Messina
Politica

Ponte sullo Stretto, nel Def l’ammissione: “Costa 13,5 miliardi, ma non ci sono coperture”

14 Aprile 2023
tunisia gentiloni
Politica Estera

Tunisia, le condizioni di Gentiloni a Saied: assistenza macro-finanziaria Ue solo se si sblocca l’accordo con il Fmi

27 Marzo 2023
Made with Flourish

Il Rapporto Draghi in italiano

di Redazione eunewsit
9 Settembre 2024
CondividiTweetCondividiSendCondividiSend

PROVA newsletter alert Referendum ordinamento giudiziario: i No in largo vantaggio

di Redazione eunewsit
23 Marzo 2026

Bruxelles - A poco più della metà dello scrutinio del Referendum costituzionale sull'ordinamento giudiziario, i No sono in netto vantaggio...

Secondo articolo

di IT Withub
20 Dicembre 2024

Riassunto secondo articolo

Banane brandizzate Chiquita. Credit:   Justin Tallis / AFP

Quello che capita

di Redazione eunewsit
16 Dicembre 2024

kjashasaskdlasmnc ddddddddd

Credit: Tiziana FABI / AFP

Prova Programma 2

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

vfdvddfvdfvdvd

  • Chi siamo
  • Eventi
  • Contatti
  • L’Editoriale
  • 7 racconti di Diego Marani
  • Privacy Policy
  • Cookie policy

Eunews è una testata giornalistica registrata - Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

Copyright © 2023 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.

Attenzione