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Home » Politica » Presidenziali, la sfida Macron-Le Pen ricorda quella tra Clinton e Trump (a ruoli invertiti)

Presidenziali, la sfida Macron-Le Pen ricorda quella tra Clinton e Trump (a ruoli invertiti)

Dalla categoria professionale alla scolarità, passando per età e ceto sociale: il confronto tra gli elettorati dei candidati al secondo turno in Francia genera uno scenario simile a quello delle ultime elezioni Usa

Matteo Guidi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Matt_Guidi" target="_blank">@Matt_Guidi</a> di Matteo Guidi @Matt_Guidi
25 Aprile 2017
in Politica

Bruxelles – Le differenze sono tante, ma gli elementi simili di più. La sfida che contrapporrà Emmanuel Macron e Marine Le Pen al secondo turno delle presidenziali francesi assomiglia molto al precedente duello tra Hillary Clinton e Donald Trump negli Stati Uniti. A dimostrarlo sono i dati dell’analisi sociologica degli elettori del primo turno pubblicata da Ipsos all’interno del suo sito web dedicato alle presidenziali 2017.

Il primo elemento che riporta alla mente la corsa alla Casa Bianca è quello della categoria lavorativa dei due elettorati. La maggior parte dei francesi che appartengono alla categoria dei professionisti del terzo settore (33%) o svolgono le cosiddette professioni intermedie (26%) hanno votato Macron al primo turno, mentre soltanto il 16% degli operai ha scelto il candidato di ‘En Marche’. Opposto il quadro degli elettori di Marine Le Pen al primo turno: la candidata del Fn è quella che ha riscosso il maggior successo tra gli operai (37%) e gli impiegati (32%), mentre ha raccolto molti meno voti tra le professioni intermedie (19%) e i professionisti (14%). Una situazione simile a quella riscontrata negli Usa, laddove Trump era il candidato favorito dai lavoratori meno qualificati, mentre Clinton era la preferita delle élite (tra cui gran parte dei media) e dei professionisti.

Anche i dati relativi alla scolarità rispecchiano fortemente la contrapposizione Trump-Clinton. In questo caso i dati sono addirittura speculari: il 30% di chi ha meno di un diploma ha votato per Marine Le Pen, la stessa percentuale di chi invece ha una laurea universitaria ha scelto Macron. Il candidato di ‘En Marche’ ha comunque ottenuto un risultato dignitoso tra i francesi meno qualificati, col 19% dei non diplomati. Mentre tra i francesi che hanno solo un diploma i due candidati hanno entrambi ottenuto il 24% delle preferenze. Ma la spaccatura più evidente tra l’elettorato di Le Pen e Macron, che ricorda da vicino quella tra Trump e Clinton viene dal livello salariale: il 43% di chi lamenta di fare fatica a cavarsela col proprio salario ha votato il Fn e solo il 13% Macron, mentre la maggioranza dei francesi più agiati (32%) ha scelto quest’ultimo, contro il 13% che ha scelto Le Pen.

Anche la contrapposizione tra città e campagna mostra una frattura tra i due elettorati, anche se meno marcata di come era avvenuto nell’elezione americana. Allora, Clinton era stata la candidata favorita nei centri urbani, mentre Trump ha costruito il suo successo soprattutto grazie al favore dell’America profonda. In parte simile è la situazione per Macron e Le Pen: quest’ultima raccoglie la maggioranza del consenso nei piccoli comuni (23%) contro il 21% di Macron. Al contrario il candidato di ‘En Marche’ ottiene maggiori consensi nei centri urbani al di sopra dei 100.000 abitanti (24%) superando così Le Pen (21%). A differenza del caso degli Usa, dove Trump riscuoteva poco successo tra i giovani, Le Pen è stata la seconda candidata più votata nella fascia 18-24 anni (21%), dopo Mélenchon (30%). Macron sembra godere di un consenso trasversale rispetto all’età: ha ottenuto la maggioranza dei voti dei suoi connazionali di 25-34 anni (28%), ma anche degli over 70 (27%), anche se solo il 18% degli under 25 lo ha scelto.

Per ultima una curiosità relativa al sesso degli elettori. Macron sembra essere il candidato preferito dalle donne: una francese su quattro lo ha votato al primo turno (25%). Al contrario, Marine Le Pen riscuote successo soprattutto tra gli uomini (24%). Un dato che sembra singolare, ma potrebbe spiegarsi con la tipica frattura destra-sinistra, con l’elettorato femminile storicamente meno presente tra le fila dei partiti conservatori e di destra. Se si ripensa alla sfida Trump-Clinton, i ruoli di genere appaiono invertiti in Francia: Macron corrisponde a Clinton come rappresentante del centro-progressista voluto dall’élite, al contrario Marine Le Pen è la paladina degli operai e della Francia più arrabbiata. Insomma le presidenziali americane e quelle francesi sono due scenari capovolti (nei ruoli), ma con alcuni elementi in comune.

Tags: donald trumpEmmanuel MacronEn MarchefranciaFront NationalHillary ClintonMarine Le Penstati uniti

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