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Home » Economia » “Le aziende italiane devono e possono superare la loro diffidenza nelle gare Ue”

“Le aziende italiane devono e possono superare la loro diffidenza nelle gare Ue”

Intervista a Matteo Lazzarini sul Ted, il sito degli appalti europei: "Credo che in Italia ci siano moltissime Pmi ben strutturate e mature per affrontare gare internazionali che non hanno ancora osato fare questo passo"

Lena Pavese di Lena Pavese
27 Aprile 2017
in Economia, enindustry
Ted, gare ue, appalti

Bruxelles – Utile e semplice, ma in pochi lo usano. È il “Ted“, la base dati della Commissione europea sulla quale appaiono tutti gli appalti pubblici europei, molto sfruttata da aziende tedesche o francesi, ma pochissimo, in proporzione, dalle italiane. Eunews continua il suo “viaggio” all’interno di questo sistema informativo intervistando oggi uno dei massimi conoscitori italiani del settore, Matteo Lazzarini, Segretario generale della Camera di Commercio Belgo-Italiana, esperto di finanziamenti europei e internazionalizzazione delle imprese.

Eunews. La Commissione europea pubblica sul sito “Ted” tutte le gare d’appalto europee, divise per settore. L’utilizzo dello strumento è gratuito, e sembra essere di facile accesso. Le aziende italiane però lo usano poco. Perché?

Lazzarini. Ted (Tenders Electronic Daily) è il supplemento della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, la fonte primaria delle gare d’appalto di tutti gli enti pubblici dei Paesi europei. Vi troviamo i bandi dei comuni di Pavia e di Salamanca come quelli di Parlamento e Commissione europea. I bandi sono naturalmente tradotti in tutte le lingue compreso l’italiano. La consultazione del portale è perfino troppo semplice: non richiede alcuna registrazione ed è gratuita. Le aziende italiane effettivamente utilizzano poco questo strumento perché forse è ancora poco conosciuto anche se esiste on-line già da vent’anni.

E. Vent’anni sono molti però. C’è solo un problema di mancanza di informazione o secondo Lei c’è anche di più per spiegare la timidezza delle aziende italiane?

L. Più che timidezza parlerei di diffidenza. L’Unione europea viene percepita, spesso a torto, come burocratica e lontana da imprese e cittadini. Se gli appalti italiani sono complicati – pensano alcuni – a maggior ragione quelli europei lo dovranno essere molto di più. E poi affacciarsi ai mercati esteri talvolta si riduce alla partecipazione ad una fiera o alla spedizione postale di cataloghi, per mancanza di strategia. Credo invece che in Italia ci siano moltissime Pmi ben strutturate e mature per affrontare gare d’appalto internazionali e che non hanno ancora osato fare questo passo.

ted, appalti ue, gare
Matteo Lazzarini

E. Ci sono tipologie di aziende che lo usano di più, e perché?

L. Lo utilizzando aziende, Pmi, associazioni e società che hanno già esperienza nel settore degli appalti pubblici internazionali. Ted è una miniera d’oro: si trovano le pre-informazioni, gli appalti aggiudicati, gli inviti a manifestare interesse, si può accedere agli archivi, oppure ricercare una gara in un settore di attività specifico o in una città determinata… Va ricordato che un’azienda italiana può rispondere ad un bando di un ente di qualsiasi Paese europeo, alla pari di un’impresa locale. Questa possibilità è ancora poco sfruttata. Ci sono pochissime aziende che inviano offerte a bandi di altri Paesi.

E. Lo strumento è davvero “maneggevole” oppure richiede una professionalità specifica?

L. Per facilitare le imprese alla partecipazione alle gare d’appalto, Ted è molto facile da utilizzare e molto intuitivo. Non richiede alcuna conoscenza tecnico-informatica specifica. Le piattaforme italiane risultano invece molto più ostiche, non sono sempre “user friendly” e per accedervi è necessario registrasi in modo talvolta complicato.

E. Le aziende, in particolare le Pmi, sono in grado di attivare e portare al termine il processo di gara da sole o hanno bisogno di un aiuto da parte di Associazioni, strutture pubbliche, consulenti specializzati?

L. Ted è in italiano, facile da utilizzare e, con la nuova direttiva europea sugli appalti, le procedure di gara si sono ulteriormente semplificate. Gli imprenditori che hanno più familiarità con i bandi partono avvantaggiati. Per chi si avvicina per la prima volta agli appalti è preferibile si faccia accompagnare da consulenti esterni. Dipende dalla complessità della gara.

E. Cosa si può fare per aiutare le aziende a sfruttare al meglio questo strumento?L. Andrebbe fatto conoscere meglio alle imprese perché potrebbe rappresentare davvero un’opportunità di internazionalizzazione. In più se consideriamo gli appalti banditi dalle Istituzioni europee ce se sono molti alla portata delle nostre Pmi. In generale le offerte sono poche, i ribassi ragionevoli e la burocrazia ridotta all’osso. Inoltre la Commissione europea è l’ente pubblico al mondo più veloce nei pagamenti. Le imprese che supportiamo nelle procedure di gara ne sono molto soddisfatte.

Tags: appalti ueCamera di Commercio Belgo-ItalianagarepmiTedTenders Electronic Daily

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