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Home » Economia » Quantitative easing, riparte lo scontro Draghi-Weidmann

Quantitative easing, riparte lo scontro Draghi-Weidmann

Per il presidente della Bce il piano funziona bene; il governatore della Bundesbank vuole fermarlo a dicembre

Perla Ressese di Perla Ressese
24 Agosto 2017
in Economia
Bce, Budesbank

Weidmann e Draghi

Bruxelles – Il Quantitative easing funziona e fa del bene all’economia europea. Mario Draghi presidente della Banca centrale europea, è soddisfatto di quanto alcuni studi hanno affermato circa la sua creatura. “Ampie ricerche empiriche hanno affermato il successo di queste politiche nel supportare l’economia e l’inflazione, sia nell’Eurozona, sia negli Usa”, ha detto Draghi parlando a Lindau, in Germania.

Secondo il presidente della Bce, “quando il mondo cambia, come ha fatto dieci anni fa, le politiche, specialmente quella monetaria, devono essere aggiustate””, ha aggiunto, spiegando che “questo aggiustamento, mai facile, richiede una valutazione senza pregiudizi e onesta delle nuove realtà con occhi liberi, non gravati dalla difesa di paradigmi precedentemente detenuti che hanno perso ogni potere esplicativo”.

Secondo il governatore della Bundesbank Jens Weidmann però l’operazione deve terminare quest’anno. “Le nostre ultime previsioni – ha affermato – dicono che nel 2018 non c’è l’esigenza di prolungare il programma di acquisto di titoli. Ci vuole un’uscita ordinata, non c’è bisogno di ulteriori azioni”. L’auspicio del banchiere tedesco è che il programma termini dunque a dicembre di quest’anno, molti mesi prima del previsto. Secondo Weidmann, in sostanza l’inflazione continuerebbe comunque a salire verso il target Bce e anche senza l’acquisto titoli la politica dell’istituto centrale europeo resterebbe espansiva.

Intanto sempre dalla Germania si fa sentire il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, il quale a poche settimane dalla prossime elezioni politiche, ritiene, secondo il quotidiano Bild, che i paesi del Sud Europa in futuro potrebbero ricorrere al Meccanismo di stabilità europeo (Esm) “non solo in caso di fallimento, ma anche per migliorare le congiunture in periodi negativi e in casi di catastrofi naturali”. Nel contempo l’Esm dovrebbe però acquisire “maggiore influenza nelle politiche di bilancio degli Stati dell’Eurozona”. Il piano, che potrebbe concretizzarsi dopo le elezioni tedesche del 24 settembre, sarebbe stato concepito per andare incontro alle richieste del presidente francese Emmanuel Macron, scrive ancora Bild.

Tags: bceBudesbankdraghiqe

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