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Home » Politica » L’Italia insiste: niente fondi Ue a chi non accoglie migranti, quei soldi vadano al Sud

L’Italia insiste: niente fondi Ue a chi non accoglie migranti, quei soldi vadano al Sud

Il sottosegretario Gozi rilancia la proposta del governo italiano e vede nella sentenza della Corte Ue contro Ungheria e Slovacchia la premessa per la revisione di Dublino

Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
8 Settembre 2017
in Politica

Roma – L’Italia continua a premere per l’introduzione di regole che vincolino l’attribuzione dei fondi Ue al rispetto degli obblighi di accoglienza dei rifugiati per gli Stati membri, e “sarebbe una bella proposta” destinare al Sud i soldi non erogati ai Paesi inadempienti. Il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, risponde così, in un’intervista al quotidiano ‘Il Mattino’, all’ipotesi di riassegnare alle aree meno sviluppate i finanziamenti revocati per inadempienza degli accordi sui migranti. “Sarebbe preferibile ricevere più fondi europei per lo sviluppo del Mezzogiorno”, prosegue l’esponente dem, “invece di distribuirne a chi assume atteggiamenti di chiusura nei confronti delle libertà e dei principi di solidarietà, che devono essere seguiti da tutti i Paesi membri dell’Ue”

Il sottosegretario sottolinea l’importanza della sentenza di bocciatura del ricorso di Ungheria e Slovacchia contro il piano di redistribuzione dei richiedenti asilo varato nel 2015. Con quel pronunciamento, la Corte di giustizia dell’Unione europea “afferma ragioni di principio in grado di fare anche da premessa a una concreta revisione delle regole di Dublino sul diritto di asilo”, indica l’esponente dell’esecutivo.

Per assicurare il rispetto degli obblighi, tuttavia, rimane convinto si debba premere sul portafogli. Così, chiede di “avanzare rapidamente con le procedure di infrazione che la Commmissione europea ha finalmente avviato nei confronti di quei paesi che, dall’inizio, non hanno mai voluto accogliere neanche un rifugiato richiedente asilo”.

Al di là delle sanzioni per questo caso specifico, però, l’esponente del governo ritiene serva un meccanismo per scoraggiare il ripetersi di tali situazioni. La proposta dell’esecutivo – “formalizzata in aprile in un documento ufficiale”, ricorda Gozi – “è che dobbiamo introdurre nuove condizioni politiche e democratiche per accedere ai fondi Ue, che vanno negati ai Paesi che violano lo Stato di diritto, i diritti fondamentali, come l’asilo, e non rispettano i loro obblighi in materia di immigrazione”.

La sede in cui il sottosegretario pensa di condurre questa battaglia è la discussione sul bilancio pluriennale dell’Ue per il settennio 2021-2027. Lì “ci batteremo per imporre riduzioni di fondi a chi viene meno a obblighi di Stato di diritto e di solidarietà”, e l’Italia può contare già sul “consenso di Germania e Svezia”, assicura Gozi. Inoltre, aggiunge, anche la Commissione europea, “a giugno, ha convenuto che sia necessario porre nuove condizioni” sul bilancio “per evitare che i Paesi dell’Ue possano rifiutarsi di accogliere i migranti”.

Tags: AsiloDublinofondi ueGoziimmigrazioneMezzogiornomigrantirelocationrevisionesanzioniSudUe

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