- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 3 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
  • Eventi
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Europee 2024
  • Fit for 55
  • Energia
  • Hge
  • Agrifood
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
No Result
View All Result
Eunews
No Result
View All Result

Home » Editoriali » Catalogna. Il silenzio dell’Ue. E le colpe di Rajoy

Catalogna. Il silenzio dell’Ue. E le colpe di Rajoy

Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
21 Settembre 2017
in Editoriali
Catalogna, referendum, Rajoy, Commissione ue

Il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy

La Costituzione spagnola non permette un referendum sull’indipendenza. Ok, è così, lo ha stabilito anche la Corte costituzionale e non ci sono opinioni che tengano ora.

Nulla però può impedire di capire cosa pensano i cittadini. Non può una legge, pur se di così alto rango, dire “no, in questo modo non potete esprimervi, fare con altri sistemi”. Il problema è che certe domande, con altri sistemi difficilmente possono avere risposta.

Mentre Bruxelles tace, impedita a prendere iniziative dalla linea del non entrare nelle questioni interne degli Stati membri, in Spagna si è arrivati ad una situazione di evidente rottura civile. Secondo alcuni catalani “siamo ad un punto di non ritorno”.

In gran parte è colpa del Partito popolare, che rappresenta pochi elettori in Catalogna, dove è una piccola e marginale forza politica, come lo è anche il Psoe, anche se le loro posizioni sono rappresentate da partiti “fratelli” locali. Il Pp che da sempre si batte in maniera determinata anche contro un forte statuto di autonomia, tanto da operarsi per far saltare (nel 2012, davanti alla Corte costituzionale) anche buona parte degli accordi raggiunti nel 2006, e approvati dai catalani, quando presidente del governo era Zapatero e dando quindi il via ad una crescita del movimento indipendentista prima davvero poco rappresentativo. Da allora ad oggi si è passati dal 15 al 48 per cento.

Non è con “la legge e l’ordine” che si risolvono questioni di questa portata. Ma certamente vanno risolte nella legalità. E la legalità è nelle mani di chi governa il popolo spagnolo tutto e di chi ne governa, già con una forte autonomia, la frazione catalana.

In Gran Bretagna discutendo, mediando, probabilmente forzando un po’ le regole, si è arrivati ad una soluzione pacifica. In Scozia si è svolto un referendum, gli indipendentisti lo hanno perso, e la questione si sarebbe chiusa, se non ci fosse stata la Brexit. Ma questa è un’altra storia.

Certo, se in Catalogna si fosse tenuto solo pochi anni fa un referendum di questo tipo avrebbe dato la vittoria agli unionisti, oggi il risultato è più incerto. Stando alle elezioni del 2015 gli indipendentisti non dovrebbero farcela a vincere. Ma se ora fossero di più? Se il tempo, e le azioni, del governo di Madrid avessero convinto una fetta di cittadini a preferire l’indipendenza? Se gli indipendentisti dovessero vincere le prossime elezioni regionali, come si porrebbe il governo centrale? Potrebbe continuare a dire che la questione riguarda tutto il popolo spagnolo e non solo i catalani?

Le secessioni in Europa sono un fatto superato dalla storia, sono espressione di nazionalismo, spesso di egoismo, di interessi economici particolari. Possiamo essere contrari quanto vogliamo, e con mille, sane ragioni. Ma in Catalogna le strade si riempiono quando si parla di indipendenza, alle elezioni locali i partiti che la sostengono sfiorano il 50 per cento (e non è detto che chi non li vota non sia a favore). E il comportamento del governo centrale non sta facendo altro che alimentare questo sentimento.

Una via d’uscita va trovata prima che arrivi la violenza. Le pulsioni del popolo catalano non possono essere soppresse dalla Guardia Civil, perché allora diventerà facile parlare di “occupazione” spagnola della Catalogna, e le evoluzioni possono essere terribili.

Qualche tardivo gesto dal governo di Madrid (insieme al Partito socialista) per l’apertura di un dialogo sull’autonomia è arrivato in queste ore, va inquadrato meglio, il premier Rajoy deve esporsi in prima persona per tentare di salvare il salvabile, per evitare che il suo popolo si spezzi in due, ed aprirsi ad una larga autonomia, pronto anche a cambiare la Costituzione se necessario.

Si deve insomma invertire il processo avviato dopo la bocciatura di importanti parti dell’accordo Zapatero e togliere agli indipendentisti qualche ragione per la quale vogliono abbandonare il regno. E anche l’Unione europea, la Commissione europea più precisamente, dovrebbe aprire una riflessione: ci si può tener fuori dalla questione in nome della non interferenza quando ci sono crisi potenzialmente così pericolose?

Tags: BarcellonaCatalognaCommenticommissione europeareferendumscozia

Eunews Newsletter

Ti potrebbe piacere anche

Fitto
Politica

La vicepresidenza a Fitto divide il centro-sinistra (e la maggioranza Ursula)

12 Novembre 2024
Raffaele Fitto nel corso dell'audizione di conferma per il ruolo di vicepresidente esecutivo della Commissione europea [Bruxelles, 12 novembre 2024]
Politica

Modello De Gasperi e mediazione, Fitto l’europeista al cospetto del Parlamento Ue

12 Novembre 2024
Digital

Temu ancora nel mirino della Commissione Ue per violazione della protezione consumatori

8 Novembre 2024
audizioni commissari
Politica

Via libera a 19 dei 20 commissari Ue con il voto della maggioranza e di Ecr. Un messaggio in vista dei vicepresidenti (e di Fitto)

8 Novembre 2024
audizioni
Politica

Nella seconda giornata di audizioni dei commissari Ue il primo rinvio. Gli eurodeputati in dubbio sulla svedese Roswall

6 Novembre 2024
audizioni sefcovic
Politica

Audizioni, i primi commissari Ue designati superano l’ostacolo Eurocamera

5 Novembre 2024
Made with Flourish

Il Rapporto Draghi in italiano

di Redazione eunewsit
9 Settembre 2024
CondividiTweetCondividiSendCondividiSend

PROVA newsletter alert Referendum ordinamento giudiziario: i No in largo vantaggio

di Redazione eunewsit
23 Marzo 2026

Bruxelles - A poco più della metà dello scrutinio del Referendum costituzionale sull'ordinamento giudiziario, i No sono in netto vantaggio...

Secondo articolo

di IT Withub
20 Dicembre 2024

Riassunto secondo articolo

Banane brandizzate Chiquita. Credit:   Justin Tallis / AFP

Quello che capita

di Redazione eunewsit
16 Dicembre 2024

kjashasaskdlasmnc ddddddddd

Credit: Tiziana FABI / AFP

Prova Programma 2

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

vfdvddfvdfvdvd

  • Chi siamo
  • Eventi
  • Contatti
  • L’Editoriale
  • 7 racconti di Diego Marani
  • Privacy Policy
  • Cookie policy

Eunews è una testata giornalistica registrata - Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

Copyright © 2023 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.

Attenzione