Bruxelles – Firma processori, ma il suo marchio compare anche stampanti e cartucce per stampanti, notebook e tablet. Per qualcuno non è un segnale distintivo, invece lo è. Hp merita il marchio europeo, così ha stabilito il Tribunale dell’Ue, respingendo i ricorsi di quanti sostenevano che il colosso americano non avesse i requisiti per vedersi riconosciuta la protezione commerciale del brand.
Nel 1996 e nel 2009, la Hewlett Packard (più nota come Hp, appunto), ha chiesto e ottenuto la registrazione del marchio all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo). Qualcuno ha storto il naso. Una ‘H’ e una ‘P’ all’interno bianche all’interno di un ovale azzurro non sarebbero abbastanza per risultare distintive. Sbagliato. “Non si può affermare in modo generico che un marchio è descrittivo semplicemente perché esso consta di una o due lettere”, sostengono i giudici di Lussemburgo, secondo i quali il segno Hp “può essere percepito dal pubblico interessato come un riferimento ai nomi Hewlett e Packard, ossia i cognomi dei fondatori dell’impresa”. Hp resta quindi un marchio comunitario.

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