Bruxelles – Non solo i dazi che gli Stati Uniti potrebbero applicare ad acciaio e alluminio europei, ma anche commercio internazionale sul tavolo dei ministri del Commercio dell’Ue riuniti ieri a Bruxelles. Un fronte sul quale i 28 hanno fissato delle importanti linee guida che, in futuro, consentiranno ai Parlamenti dei Paesi membri di pronunciarsi solo sugli accordi relativi agli investimenti e non su quelli relativi al commercio. Nei futuri accordi di libero scambio tra l’Unione europea e i Paesi terzi, infatti, i trattati commerciali (di esclusiva competenza dell’Ue) dovranno essere mantenuti separati da quelli relativi agli investimenti (materia di competenza condivisa con i Paesi membri).
I due tipi di accordi vanno negoziati preferibilmente in parallelo, secondo il Consiglio, che si riserva comunque di valutare, caso per caso, se contrattare i due aspetti in un unico accordo, come avvenuto finora. La separazione tra accordi commerciali e accordi sugli investimenti consentirebbe di ratificare i primi con una procedura che coninvolge solo le istituzioni Ue, mentre i secondi necessiterebbero di ratifica anche a livello nazionale, secondo le procedure previste da ciascuno Stato membro, come per tutti i trattati misti.
Riguardo agli accordi in fase di negoziato, i 28 hanno dato indicazioni precise. Quelli con il Messico, il Mercosur e il Cile rimarranno accordi misti, e per tanto saranno sottoposti alla stessa procedura di ratifica che sta seguendo il Ceta, l’accordo con il Canada che è in attesa di conferma da parte dei Parlamenti nazionali. Il relazione ai futuri negoziati con Australia e Nuova Zelanda, i 28 ricordano che la Commissione europea non ha presentato raccomandazioni per discutere direttive relative agli investimenti, e non intende considerare questa modalità di azione come un precedente per il futuro. Sul negoziato con il Giappone c’è l’indicazione alla Commissione europea di procedere ad accordi seprarti su commercio e investimenti. Infine, con riferimento ai trattati separati su commercio e investimenti con Singapore, i ministri assicurano che li stanno valutando nell’ottica di sottoscriverli “al più presto possibile”.

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