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Home » Politica » Parlamento UE, l’Inno alla gioia apre la nuova legislatura. Brexiters danno le spalle all’Aula

Parlamento UE, l’Inno alla gioia apre la nuova legislatura. Brexiters danno le spalle all’Aula

I deputati del partito Brexit si dissociano dalle note ufficiali dell'Unione europea. Alcuni colleghi della Lega nel gruppo Identità e Democrazia non si alzano in piedi

Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
2 Luglio 2019
in Politica

dall’inviato

Strasburgo – La sinfonia non può cambiare,  la musica è sempre la stessa. Europa sì, Europa no. Suona l’inno dell’Unione europea e i deputati del partito Brexit si voltano e danno le spalle all’Aula del Parlamento europeo. Il rifiuto dei britannici contrari all’appartenenza all’Ue si manifesta una volta di più, con un gesto di protesta dalla forte mediaticità che apre non certo nel migliore dei modi la nuova legislatura comunitaria.

Nella prima seduta del nuovo Parlamento europeo viene eseguito l’inno alla gioia, ed ecco che le ultime file della parte destra dell’Aula, dove si sistemano i deputati europei dei non iscritti, si ritrovano popolate di personaggi in piedi, spalle rivolte al presidente e ai musicisti intenti a suonare le note di Beethoven che l’Europa ha fatto proprie.

Un attimo di esitazione per cercare di capire chi siano gli autori del gesto che non passa inosservato. La presenza di bandierine britanniche fornisce l’indizio, il numero dei posti offre la risposta. A girarsi sono gli europarlamentari del Brexit Party. Ironia della sorte, proprio una di loro, Alexandra Phillips, viene estratta per essere una degli otto scrutatori del voto per l’elezione del Parlamento europeo.

“Onorevole Phillips, accetta?”, chiede il presidente uscente Antonio Tajani, tra un’Aula che se la ride. La britannica accetta. Da’ le spalle all’Europa, e poi ne assume gli incarichi. Il Movimento 5 Stelle, con Ignazio Corrao, prende le distanze dagli alleati con cui hanno condiviso un gruppo la scorsa legislatura e con cui condividono i banchi dei non-iscritti adesso.

“E’ un gesto che non condivido”, scandisce il pentastellato. “Noi siamo sempre stati assolutamente europeisti, ci siamo sempre dimostrati pro-europeisti e continueremo in questo modo”. Ricorda che nel corso della scorsa legislatura “nel 75% dei casi abbiamo votato come Verdi o GUE”, formazioni attaccate all’Unione europea.

Una forma di protesta antieuropea è venuta anche da alcuni parlamentari del gruppo guidato dalla Lega, Identità e Democrazia, che non si sono alzati in piedi al suono dell’inno.

Tags: brexitlegislatura europeaparlamento europeoUe

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