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Home » Economia » Reddito di cittadinanza, il bando per i ‘Navigator’ è un pasticcio e piovono ricorsi

Reddito di cittadinanza, il bando per i ‘Navigator’ è un pasticcio e piovono ricorsi

Titoli di studio non equipollenti, controlli a posteriori e linguaggio non chiaro. La misura varata dal governo Conte e cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle inizia come peggio non potrebbe, non funzionando in partenza

Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
16 Agosto 2019
in Economia, Cronaca

Roma – Il reddito di cittadinanza ancora non c’è, i ricorsi invece sì, nell’ordine di oltre un centinaio. Peggio non poteva cominciare per il provvedimento tanto caro al Movimento 5 Stelle, che nel momento della verità finisce col fare davvero una brutta figura, a causa di un bando pasticciato che adesso rischia di ingolfare l’intera macchina del cambiamento.

A mettere in discussione l’intero impianto della riforma nella sua veste pratica le modalità di reclutamento dei Navigator, figura centrale per quanti intendono trovare un impiego. E’ proprio il Navigator a dover aiutare gli italiani a trovare un lavoro compatibilmente con il loro curriculum. L’Agenzia nazionale per le politiche attive e il lavoro (Anpal) ha bandito il concorso per l’assunzione di 2.980 navigator in tutta Italia, ma al termine delle selezioni qualcuno ha avuto una brutta e inattesa sorpresa: la non idoneità per titoli di studio non equipollenti.

E’ il caso di Davide D’Orazio, una laurea in scienze della comunicazione vecchio ordinamento con tesi in sociologia, per sei anni (luglio 2006-luglio 2012) assistente alla cattedra di Fondamenti di Scienze Sociali, un dottorato di ricerca in Scienze della Comunicazione con focus su sociologia della cultura, sociologia della comunicazione di massa, sociologia dei processi culturali. Un curriculum e un’esperienza di un certo rilievo, ma del tutto irrilevante per l’Anpal.

Il motivo? La giungla di titoli di studio e un bando non proprio fruibile per tutti. Nel testo si dice che possono partecipare quanti in possesso di determinate lauree magistrali e specialistiche (nuovo ordinamento), “ovvero” quanti in possesso di titoli vecchio ordinamento “corrispondenti ad una delle precedette lauree magistrali” elencate nella lista ai sensi del decreto 9 luglio 2009 del Ministero dell’Istruzione,  “ovvero” quanti “in possesso di altra laurea equiparata o equipollente sulla base delle vigenti disposizioni normative”.

Una formulazione più criptica che altro. Bisogna andarsi a cercare il decreto, e fare un’opera di ricerca sulle normativa in vigore. Tutto questo solo per capire se è possibile partecipare al bando. Ma non è che l’inizio.

Secondo le normative vigenti in Italia la laurea in scienze della comunicazione vecchio ordinamento è equipollente al titolo di studio in sociologia vecchio ordinamento. Sociologia vecchio ordinamento è equivalente a sociologia nuovo ordinamento, e ai fini del bando Anpal sociologia nuovo ordinamento è tra le lauree valide per poter partecipare.

Tuttavia per Anpal scienze della comunicazione vecchio ordinamento non è equivalente a sociologia nuovo ordinamento, perché non si applica la proprietà transitiva. Così il povero D’Orazio, nonostante figuri nella lista dei vincitori del concorso, si è visto scartare.

Una situazione che ha riguardato oltre cento persone in tutta Italia, decise come il collega di sventure D’Orazio a presentare ricorso.

“Il bando è scritto in modo non chiaro”, spiega David Torriero, l’avvocato di D’Orazio che si occupa del ricorso presso il Tribunale di Roma. Il legale non poi per nulla convinto dell’interpretazione, peraltro “non vincolante”, offerta dall’Anpal. Gli “ovvero” relativi ai titoli di studio sarebbero collegati tra loro e non da considerare singolarmente, come invece sostiene l’ente nazionale, cosa che farebbe scattare la regola transitiva.

Il modo in cui è stato concepito il bando Anpal, rileva ancora Torriero, fa sì che “persone come il mio assistito, con un curriculum di un certo peso, si ritrovino a figurare come meno idonei di chi ha una preparazione minore per via di un curriculum meno specializzato”.

Verrà chiesto un provvedimento urgente, a causa delle conseguenze legate al danno di accertamenti fatti dopo e non prima di un bando pasticciato. “I Navigator prima di poter iniziare a lavorare devono fare una formazione, e queste persone rischiano di perdere il corso di formazione”.

Si calcola che siano almeno 150 i vari Davide D’Orazio in tutta Italia, e che l’Anpal si troverà sommersa di ricorsi. Ricorsi di cittadinanza.

Tags: governo contenavigatorreddito di cittadinanza

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