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Home » Politica » La lunga notte di Minsk: Lukashenko vincerebbe ancora con l’80% dei voti. Tikhanovskaya: “La maggioranza è con noi”. Proteste e feriti nelle città

La lunga notte di Minsk: Lukashenko vincerebbe ancora con l’80% dei voti. Tikhanovskaya: “La maggioranza è con noi”. Proteste e feriti nelle città

Scontri tra polizia e manifestanti in molte città della Bielorussia: è guerriglia urbana tra il presidente uscente e i sostenitori dell’opposizione

Anita Bernacchia</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AnitaEflak" target="_blank">@AnitaEflak</a> di Anita Bernacchia @AnitaEflak
10 Agosto 2020
in Politica
Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia dal 1994. Nella foto d'archivio con Silvio Berlusconi ai tempi in cui questi era presidente del Consiglio.

Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia dal 1994. Nella foto d'archivio con Silvio Berlusconi ai tempi in cui questi era presidente del Consiglio.

Bruxelles – Esito elettorale quasi scontato per le presidenziali in Bielorussia. Secondo la Commissione elettorale centrale, il presidente uscente Lukashenko vincerebbe di nuovo con l’80,23%, mentre la sua principale avversaria Svetlana Tikhanovskaya porterebbe a casa il 9,9%. Ma secondo la stampa indipendente, il risultato reale sarebbe quasi capovolto, con lei in testa a oltre il 90%, almeno in alcuni seggi di Minsk e in diversi seggi all’estero come Monaco e L’Aia. Lo confermerebbero diverse immagini e video diffusi da analisti e giornalisti sui media indipendenti.

I sostenitori di Tikhanovskaya e di tutta l’opposizione non sono disposti ad accettare il risultato, “crederò a quello che vedo con i miei occhi, la maggioranza è con me” afferma lei. Nella notte post-elettorale le manifestazioni aumentano di intensità e arrivano gli scontri con la polizia, ben presto affiancata dai corpi speciali militari, che cominciano a disperdere la folla, ma anche a usare violenza. Ma la gente vuole solo manifestare e difendere il proprio voto pacificamente, come la loro leader ha incoraggiato a fare in campagna elettorale. Si sparano proiettili in resina e ci sono numerosi feriti. Alcuni raccontano di un vero e proprio teatro di guerra.

Al momento si sa che ci sarebbe almeno un morto, come hanno prontamente riferito stanotte Tut.by e Nexta su Telegram, che diventa la vera piattaforma di informazione a sfidare la disinformazione dei media ufficiali, dove si invita la popolazione “ad accettare i risultati senza provocare agitazione”. L’interruzione di Internet sopravvenuta alle 20, alla chiusura dei seggi, non è di certo casuale. Lo stesso sito di Tut.by è stato oscurato per diverse ore. Nexta in pochi giorni ha quasi raddoppiato il numero degli iscritti.

Vengono diffuse immagini scioccanti, tra cui quella di un veicolo in corsa che travolge un uomo per strada. Ma anche toccanti, come quella del ragazzo che, quasi come a Tienanmen, si para da solo davanti ai blindati. Ancora, si diffondono i proxy per aggirare il blocco di Internet, e alle 2 di notte si parla di una vera e propria caccia ai singoli manifestanti che si allontanano dai luoghi degli scontri e vengono trattenuti uno ad uno.

Le violenze di strada tra polizia di stato e popolazione erano state quasi preannunciate da Lukashenko, il quale aveva avvertito che se l’opposizione lo avesse “provocato” ci sarebbe stata una reazione. Per cercare di vincere di nuovo a man bassa, negli ultimi giorni aveva aumentato i tentativi di intimidire l’opposizione, trattenendo Maria Kolesnikova, ex responsabile della campagna elettorale di Viktor Babariko, candidato arrestato in precedenza, e che ora è al fianco di Tikhanovskaya. L’altra donna al fianco della candidata, Veronika Tsepkalo, ha ora lasciato il paese perché teme per la sua sicurezza, afferma Euronews. La stessa Svetlana si starebbe nascondendo.

Non solo: già ieri erano stati segnalati oltre 5000 irregolarità presso i seggi elettorali, come ha rilevato il gruppo di osservatori indipendenti Honest People. E su Twitter leggiamo che le manipolazioni precedono persino l’atto stesso del voto. A quanto pare al seggio, se si valutava che l’elettore avesse l’aspetto da “oppositore”, gli veniva fornita una scheda già marcata. Tracciare un solo altro segno voleva dire annullare automaticamente la scheda.

Dunque nessun cambiamento per la Bielorussia di oggi, ma forse non è così lontano. La leader dell’opposizione unita lo aveva detto nei giorni scorsi. “Cambiamento” è uno degli slogan che riecheggia ai suoi “meeting” da quando si è candidata a maggio, nelle piazze di Minsk, Brest e Vitebsk. Già, Vitebsk, la città che diede i natali al pittore Marc Šagal (Chagall) e che ci ricorda che la Bielorussia è un paese europeo, stanco di essere relegato nel dimenticatoio della storia.

Proprio a Vitebsk dieci anni fa l’attivista politico Siarhei Kavalenka fu arrestato per aver collocato in cima a un albero di Natale la bandiera bianco-rosso-bianco, che fu bandiera nazionale nel 1918, prima che il Paese diventasse una repubblica sovietica, e tra il 1991-1995. Oggi è lo stendardo dell’opposizione anti-Lukashenko e bianco e rosso sono stati i colori della campagna pacifica e entusiasta dei sostenitori di Svetlana Tikhanovskaya, che in molti già considerano la loro presidente.

Tags: BielorussiaelezioniLukashenko

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