- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 3 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
  • Eventi
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Europee 2024
  • Fit for 55
  • Energia
  • Hge
  • Agrifood
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
No Result
View All Result
Eunews
No Result
View All Result

Home » Economia » La Commissione UE apre alla contrattazione collettiva dei lavoratori autonomi: “Oggi le loro condizioni sono a rischio”

La Commissione UE apre alla contrattazione collettiva dei lavoratori autonomi: “Oggi le loro condizioni sono a rischio”

Seconda la proposta di nuovi orientamenti, le regole UE sulla concorrenza non potranno equiparare i lavoratori autonomi alle imprese. Le parti sociali hanno tempo fino al 24 febbraio 2022 per rispondere alla consultazione

Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
9 Dicembre 2021
in Economia, Digital
Lavoratori Autonomi UE

Bruxelles – I lavoratori autonomi dovrebbero poter accedere alla contrattazione collettiva senza essere ostacolati dalle regole UE in materia di concorrenza. È questo il cuore della consultazione pubblica lanciata oggi (giovedì 9 dicembre) dalla Commissione Europea sul progetto di nuovi orientamenti a favore dei lavoratori non subordinati online e offline, nel quadro del pacchetto di norme sui diritti dei rider e dei lavoratori della gig economy, il modello economico basato sul lavoro a chiamata, occasionale e temporaneo.

Secondo quanto messo in luce dall’esecutivo UE, in linea di principio i lavoratori autonomi sono considerati alla stregua di imprese e, se negoziano collettivamente i propri onorari e altre condizioni, rischiano di violare l’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). In altre parole possono essere coinvolti nel divieto di accordi, pratiche e associazioni tra imprese “che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all’interno del Mercato interno”. Nonostante i contratti collettivi rappresentino uno strumento fondamentale per migliorare le condizioni di lavoro, spesso i lavoratori autonomi non sono sicuri di poter partecipare a questo tipo di contrattazione, per timore che sia incompatibile con le regole di concorrenza dell’UE.

Il presupposto dei nuovi orientamenti è che, nell’era della gig economy, i mercati del lavoro sono cambiati e sia nel mondo online sia in quello offline la maggior parte dei lavoratori autonomi non godono dell’indipendenza che normalmente deriverebbe dal loro status. La conseguenza è che potrebbero incontrare difficoltà a migliorare la propria situazione ed essere esposti al rischio di un peggioramento delle condizioni di lavoro, compreso un reddito più basso.

È per questo motivo che il gabinetto von der Leyen ha preso in considerazione la necessità che il diritto comunitario in materia di concorrenza non ostacoli le opportunità di chi lavora in totale autonomia e senza dipendenti di migliorare la propria situazione. Alcuni accordi non comporterebbero l’intervento dell’Antitrust UE, dal momento in cui i lavoratori autonomi in questione “si trovano in una posizione negoziale debole e hanno difficoltà a modificare le proprie condizioni di lavoro”. Il progetto coinvolge un’ampia gamma di soggetti: dalle persone che si rapportano con altri operatori nel mondo online e offline, a quelle che lavorano attraverso piattaforme, fino a quelle che negoziano le proprie condizioni di lavoro con controparti “di un certo peso economico”, specifica la proposta.

“La digitalizzazione non incide soltanto sul modo di operare delle imprese ma anche sul modo di lavorare delle persone”, ha ricordato la vicepresidente esecutiva della Commissione UE per il Digitale, Margrethe Vestager, sottolineando che “pur avendo creato opportunità, per alcuni questo processo ha anche comportato sfide e rischi“, come nel caso dei lavoratori autonomi “che faticano a far sentire la propria voce sulle condizioni di lavoro in cui operano”. A questo punto tutte le parti sociali interessate potranno presentare le proprie osservazioni entro il 24 febbraio 2022 e la Commissione valuterà i contributi per pubblicare la versione definitiva degli orientamenti e la valutazione d’impatto nel secondo trimestre del 2022.

Tags: commissione europeacontrattazione collettivacontratto collettivodiritti lavoratorigig economylavoratori autonomiMargrethe Vestager

Eunews Newsletter

Ti potrebbe piacere anche

Rider UE riders
Digital

L’UE spinge sulla protezione dei diritti dei rider: le piattaforme dovranno dimostrare che non sono lavoratori dipendenti

9 Dicembre 2021
Made with Flourish

Il Rapporto Draghi in italiano

di Redazione eunewsit
9 Settembre 2024
CondividiTweetCondividiSendCondividiSend

PROVA newsletter alert Referendum ordinamento giudiziario: i No in largo vantaggio

di Redazione eunewsit
23 Marzo 2026

Bruxelles - A poco più della metà dello scrutinio del Referendum costituzionale sull'ordinamento giudiziario, i No sono in netto vantaggio...

Secondo articolo

di IT Withub
20 Dicembre 2024

Riassunto secondo articolo

Banane brandizzate Chiquita. Credit:   Justin Tallis / AFP

Quello che capita

di Redazione eunewsit
16 Dicembre 2024

kjashasaskdlasmnc ddddddddd

Credit: Tiziana FABI / AFP

Prova Programma 2

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

vfdvddfvdfvdvd

  • Chi siamo
  • Eventi
  • Contatti
  • L’Editoriale
  • 7 racconti di Diego Marani
  • Privacy Policy
  • Cookie policy

Eunews è una testata giornalistica registrata - Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

Copyright © 2023 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.

Attenzione