- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 3 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
  • Eventi
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Europee 2024
  • Fit for 55
  • Energia
  • Hge
  • Agrifood
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
No Result
View All Result
Eunews
No Result
View All Result

Home » Opinioni » Bisogna stare dalla parte dell’Ucraina. Ambiguità e derive ideologiche del movimento pacifista

Bisogna stare dalla parte dell’Ucraina. Ambiguità e derive ideologiche del movimento pacifista

Non ci può mai essere equidistanza tra aggredito e aggressore: ma i pacifisti e chi li guida fanno fatica a capirlo

Antonio Gozzi di Antonio Gozzi
10 Marzo 2022
in Opinioni

Come tutti gli uomini cresciuti nel business internazionale e abituati a confrontarsi continuamente con popoli e culture diverse e a cercare di comprenderli, conosco perfettamente il valore della pace.

Anzi ho sostenuto più volte che la cultura mercantile è uno dei più grandi antidoti contro la guerra: quando gli uomini commerciano tra loro normalmente non si sparano.

Detto ciò, devo confessare che i movimenti pacifisti non mi hanno mai convinto.

Questa diffidenza risale agli anni ’80 del secolo scorso quando in tutt’Europa, ma in particolare in Italia e Germania, decine di migliaia di persone sfilarono sotto la bandiera della pace per protestare contro la decisione del governo Craxi, seguito dal governo socialdemocratico tedesco di Helmut Schmidt, di schierare nelle basi italiane e tedesche i missili Pershing e Cruise in risposta allo schieramento da parte dell’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) dei missili nucleari SS-20 puntati sulle capitali dell’Europa Occidentale.

Si scoprì molti anni dopo che quelle manifestazioni, a cui avevano partecipato moltissime persone in buona fede, erano state finanziate e sostenute dai servizi segreti sovietici, in particolare il KGB.

Così come molti anni dopo numerosi studiosi di politica internazionale riconobbero che la coraggiosa decisione di Craxi, seguita da quella del Cancelliere tedesco, era stata determinante per la caduta dell’impero comunista sovietico.

Troppe volte in questi anni abbiamo assistito a un pacifismo a senso unico. Le folle fatte di giovani, donne, anziani, bambini di cui moltissimi, lo ripeto, in assoluta buona fede vengono spesso strumentalizzate da movimenti di sinistra estrema. Basta guardare la foto, pubblicata dal ‘Secolo XIX’, del corteo dell’ultima manifestazione a Genova, quella di sabato scorso. In testa, dietro allo striscione ‘Contro tutti i nazionalismi La nostra patria è il mondo intero’, solo bandiere rosse.

Queste folle sono sempre pronte a sfilare contro l’imperialismo americano, contro Israele, e in generale contro le azioni dell’Occidente. Spariscono, proprio non si sono viste, in molti altri casi e frangenti: gli attentati del fondamentalismo islamico con migliaia di morti a New York, a Parigi, a Bruxelles e in tante altre città ; le guerre di Putin in Cecenia, in Georgia, nel Donbass e in Crimea, in Siria; la persecuzione dei curdi da parte dell’Isis, dei turchi e delle milizie scite filoiraniane; le sopraffazioni e le violenze perpetrate da dittatori e violenti di mezzo mondo specie se orientati a una vetero ideologia comunista.

Anche questa volta, sulla tragica vicenda dell’Ucraina, le manifestazioni pacifiste si sono caratterizzate per la loro genericità e ambiguità.

Mentre gli ucraini muoiono per difendere il loro paese dall’invasione di una gigantesca armata russa spedita da Putin ad aggredire una nazione, la sua libertà e il suo diritto alla autodeterminazione e per riportarla sotto il dominio russo, un’armata che si sta macchiando di crimini contro la popolazione civile inerme, i pacifisti sfilano, oltre che con le bandiere della pace, con cartelloni contro Putin, contro la Nato, e anche contro il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta reo di aver appoggiato la decisione del Governo di inviare aiuti anche militari al popolo ucraino che lotta per la sua libertà.

In quei cortei spesso non si fa distinzione tra gli aggrediti e gli  aggressori, non si avanza alcuna proposta politica, ci si nasconde dietro un generico invito a ‘Cessare la guerra, Europe for peace’ e non si ha il coraggio di dire se è giusto o no rispondere ai disperati appelli degli ucraini che chiedono aiuto per difendersi dall’aggressore; anzi si attacca la decisione del Governo italiano che, insieme a tutti gli altri governi europei, ha deciso di farlo.

Ci sono in questa confusione i campioni delle scemenze e delle strumentalizzazioni.

L’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris attacca Draghi perché a suo dire succube della Nato e degli Usa. “All’escalation di Putin non si risponde con un’altra, seppur diversa, escalation”. Bisognerebbe che l’ex sindaco ci dicesse cosa si deve fare per fermare Putin. L’ex deputato Oliviero Diliberto è stato intervistato dalla tv cinese per attaccare la Nato e parlare di “arroganza dell’Occidente”. Arroganza di fronte a un’aggressione a un paese libero da parte di un dittatore così spietato e così incline a nostalgie imperiali?

Questa sinistra radicale ha una narrazione totalmente unilaterale e lontana dalla realtà: ogni guerra è colpa dell’imperialismo occidentale, degli altri imperialismi si tace; le colpe dell’Europa sono equiparate alla brutale invasione di Putin; e pazienza se l’Ucraina farà la fine dell’Ungheria del 1956 e della Cecoslovacchia del 1968.

Che tristezza. Che ambiguità.

Fino a quando in questo gioco ci sta la sinistra estrema è un conto, ma quando partecipano anche l’Anpi, la Cgil di Landini e la Uil allora il problema incomincia a essere serio.

In particolare incomprensibile appare la posizione dell’Anpi: i partigiani italiani hanno combattuto armi alla mano per la liberazione dell’Italia. Se non lo avessero fatto, non saremmo qui a parlare di loro. E se americani e inglesi non avessero inviato armi alle brigate partigiane, come avrebbero fatto queste a combattere i nazisti e i fascisti?

Purtroppo di vecchi partigiani non ce n’è quasi più. Avrebbero ricordato, come fa una delle ultime superstiti, Teresa Vergalli, che “le conquiste vanno sempre difese”. Si ha la sensazione che l’Anpi sia diventata un’organizzazione in mano alla sinistra radicale, con ciò stesso tradendo la sua natura e la sua storia. Basta leggere le dichiarazioni fatte sabato scorso da alcuni suoi sconosciuti rappresentanti per comprendere ciò.

È facile cavarsela con un bel ‘no alla guerra’, aderire a qualunque genericità pacifista, patrocinare manifestazioni con tanti palloncini colorati e generiche esortazioni alla pace che lasciano il tempo che trovano.

Più difficile misurarsi con il tragico dilemma di quando è lecito usare la forza.

La domanda è: è lecito usare la forza quando a farlo è un governo eletto democraticamente, quando si combatte per la naturale volontà di difendere il proprio Paese e la vita dei suoi cittadini, quando si combatte per la libertà?

Questa domanda esige una risposta e cercarla è certamente più difficile ma anche più coraggioso che partecipare a manifestazioni per la pace.

In questo contesto segnaliamo il coraggio del leader di un’organizzazione sindacale come la Cisl, che ha preso una posizione contro la manifestazione di sabato scorso a Roma e contro le sue ambiguità. Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, lo ha fatto con parole semplici e chiare. “La testimonianza da sola non può bastare, tanto più se tale testimonianza rischia di essere inquinata da pregiudizi e derive ideologiche che sottintendono una sostanziale equidistanza tra le parti in guerra”.

Non ci può mai essere equidistanza tra aggredito e aggressore: ma i pacifisti e chi li guida fanno fatica a capirlo.

Leggi l’intervento su Piazza Levante.

Tags: russiaUcraina

Eunews Newsletter

Ti potrebbe piacere anche

Aerei Saab [foto: imagoeconomica]
Politica

L’Europa aumenta la spesa per la difesa, ma si affida all’estero

19 Novembre 2024
Zelensky
Politica Estera

Sull’Ucraina l’Ue rimane divisa, nonostante lo spettro di Trump

18 Novembre 2024
Ucraina
Politica Estera

I Ventisette, in ritardo di almeno otto mesi, arriveranno a fornire a Kiev un milione di proiettili d’artiglieria

15 Novembre 2024
Politica Estera

Controlli con droni e sanzioni sistematiche, l’Ue dice ‘stop’ alle navi fantasma della Russia

14 Novembre 2024
Kaja Kallas
Politica Estera

Kallas, la priorità Ue è l’Ucraina: “La Russia non può vincere”. E respinge le accuse di doppi standard in Medio Oriente

12 Novembre 2024
Il Presidente francese Emmanuel Macron incontra il Primo ministro britannico Keir Starmer. Credit: Christophe Petit Tesson/ POOL / AFP
Politica

Ucraina, Medio Oriente e migrazione al centro del dialogo tra Macron e Starmer

11 Novembre 2024
Made with Flourish

Il Rapporto Draghi in italiano

di Redazione eunewsit
9 Settembre 2024
CondividiTweetCondividiSendCondividiSend

PROVA newsletter alert Referendum ordinamento giudiziario: i No in largo vantaggio

di Redazione eunewsit
23 Marzo 2026

Bruxelles - A poco più della metà dello scrutinio del Referendum costituzionale sull'ordinamento giudiziario, i No sono in netto vantaggio...

Secondo articolo

di IT Withub
20 Dicembre 2024

Riassunto secondo articolo

Banane brandizzate Chiquita. Credit:   Justin Tallis / AFP

Quello che capita

di Redazione eunewsit
16 Dicembre 2024

kjashasaskdlasmnc ddddddddd

Credit: Tiziana FABI / AFP

Prova Programma 2

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

vfdvddfvdfvdvd

  • Chi siamo
  • Eventi
  • Contatti
  • L’Editoriale
  • 7 racconti di Diego Marani
  • Privacy Policy
  • Cookie policy

Eunews è una testata giornalistica registrata - Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

Copyright © 2023 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.

Attenzione