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Home » Digital » Ue e Amazon trovano l’accordo su dati e non discriminazione

Ue e Amazon trovano l’accordo su dati e non discriminazione

Accolte le proposte di rimedio dell'azienda statunitense che fanno chiudere le due indagini aperte nel 2019 e nel 2020. Tempo fino a giugno 2023 per attuarle

Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
20 Dicembre 2022
in Digital
Ue e Amazon patteggiano e trovano l'accordo: niente multe per l'impresa Usa

Ue e Amazon patteggiano e trovano l'accordo: niente multe per l'impresa Usa [foto: imagoeconomica]

Bruxelles – Ue e Amazon, c’è l’accordo su pratiche commerciali e gestione dei dati. La nota casa di compra-vendita on-line e la Commissione europea hanno definito le condizioni necessarie per permettere al colosso di internet di operare senza il rischio di multe da parte dell’Antitrust comunitario. Amazon si impegna a non utilizzare i dati riservati per i propri fini commerciale e per le proprie strategia di vendita, oltre a non operare discriminazione tra operatori nel sistema Buy Box che vede la premiazione delle migliori opzioni di acquisto per i suoi clienti.

Nel 2019 la Commissione europea ha avviato un’indagine sull’uso da parte di Amazon di dati non pubblici dei suoi venditori sul mercato. A novembre 2020 una seconda verifica è stata avviata per valutare se i criteri che Amazon stabilisce per selezionare il vincitore della Buy Box non costituiscano un trattamento di favore nei confronti di determanti operatori, operando così discriminazioni e distorsioni.

Amazon alla fine opta per la conciliazione. Dopo trattative con Bruxelles si impegna a non utilizzare dati non pubblici relativi o derivati dalle attività dei venditori indipendenti sul proprio mercato, per la propria attività di vendita al dettaglio. Ciò vale sia per gli strumenti automatizzati di Amazon che per i dipendenti che potrebbero utilizzare in modo incrociato i dati di Amazon Marketplace per le decisioni di vendita al dettaglio. Inoltre l’azienda statunitense si impegna a non utilizzare tali dati allo scopo di vendere prodotti di marca e prodotti a marchio del distributore.

Per quanto riguarda il sistema Buy Box, la stessa azienda si impegna a trattare tutti i venditori allo stesso modo nel classificare le offerte, oltre a mostrare una seconda offerta concorrente al vincitore della Buy Box se c’è una seconda offerta da un venditore diverso che è sufficientemente differenziata dalla prima in termini di prezzo e consegna. Entrambe le offerte mostreranno le stesse informazioni descrittive e forniranno la stessa esperienza di acquisto.

C’è poi il programma Prime per le vendite al dettaglio. Qui Commissione Ue e Amazon trovano l’accordo per consentire ai venditori Prime di scegliere liberamente qualsiasi compagnia per i propri servizi logistici e di consegna e negoziare i termini direttamente con l’operatore di loro scelta. Inoltre, ci si impegna a non utilizzare alcuna informazione ottenuta tramite Prime circa i termini e le prestazioni dei vettori di terze parti, per i propri servizi logistici. Amazon dovrà attuare questi impegni in 6 mesi, entro giugno 2023.

“La decisione di oggi stabilisce nuove regole per il modo in cui Amazon gestisce la propria attività in Europa”, rileva Margrethe Vestager, vicepredente esecutiva responsabile per la Concorrenza. In pratica, spiega, “Amazon non può più abusare del suo duplice ruolo e dovrà cambiare diverse pratiche commerciali”.

L’intervento della Commissione non è casuale, anzi. “Le operazioni di vendita al dettaglio di Amazon ottengono molte informazioni dai dati aziendali sensibili di 800mila venditori attivi nell’Ue”, ricorda Vestager, spiegando dunque le preoccupazioni legate alle modalità di svolgimento delle attività. “Amazon utilizza questi dati per prendere decisioni aziendali nelle sue operazioni di vendita al dettaglio”.

Tags: amazonconcorrenzadatiMargrethe VestagerUe

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