- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 1 Febbraio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
  • Eventi
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Europee 2024
  • Fit for 55
  • Energia
  • Hge
  • Agrifood
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green
  • Agricoltura
  • Altre sezioni
    • Agenda europea
    • Cultura
    • Sport
    • Postcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
No Result
View All Result
Eunews
No Result
View All Result

Home » Politica Estera » La Republika Srpska vuole adottare diverse leggi che rischiano di minare il percorso Ue della Bosnia

La Republika Srpska vuole adottare diverse leggi che rischiano di minare il percorso Ue della Bosnia

Dalla legge elettorale a quella per i referendum e sull'immunità delle più alte cariche nell'entità serba, fino alle modifiche al diritto del lavoro e alla Grande Assemblea di Pasqua con la Serbia. Bruxelles avverte che "qualsiasi azione contraria" a integrità territoriale, sovranità e ordine costituzionale del Paese "porterà a gravi conseguenze"

Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
18 Aprile 2024
in Politica Estera
Republika Srpska Milorad Dodik Bosnia

(credits: Elvis Barukcic / Afp)

Bruxelles – La minaccia non è mai stata così reale, molto semplicemente perché non è mai stato così concreto il percorso di adesione della Bosnia ed Erzegovina all’Unione Europea. “L’Assemblea nazionale della Republika Srpska sta discutendo l’adozione di iniziative legislative che minerebbero l’ordine costituzionale del Paese, la funzionalità delle sue istituzioni e le libertà fondamentali“, ma non per ultimi “gli impegni assunti nel suo percorso verso l’Ue”. È questo l’avvertimento del portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), Peter Stano, commentando il dibattito in corso oggi (18 aprile) al Parlamento dell’entità a maggioranza serba della Bosnia ed Erzegovina su cinque progetti di legge particolarmente controversi.

Republika Srpska Bosnia Milorad Dodik
il presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik (credits: Elvis Barukcic / Afp)

Con una nota durissima Stano è stato nettissimo sul fatto che “qualsiasi azione contraria” ai principi di sovranità, integrità territoriale e ordine costituzionale della Bosnia ed Erzegovina “porterà a gravi conseguenze” da parte di Bruxelles, come reazione ai progetti legislativi che vanno in direzione contraria alla decisione del Consiglio Europeo dello scorso 21 marzo di avviare i negoziati di adesione Ue con Sarajevo. “L’Unione Europea si aspetta che la Bosnia ed Erzegovina, compresa l’entità Republika Srpska, faccia dei passi avanti invece di intraprendere azioni che sono in contrasto con il suo percorso europeo“, perché “il dialogo, anziché l’escalation, produce risultati”. Il portavoce del Seae ha poi rivolto un appello “a tutti i leader” del Paese balcanico di “tornare al tavolo dei negoziati per il bene della popolazione del Paese e del suo futuro nell’Ue”.

Milorad Dodik Aleksandar Serbia Republika Srpska Bosnia
Da sinistra: il presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik, e il presidente della Serbia, Aleksandar Vučić (credits: Andrej Isakovic / Afp)

Come evidenziano gli analisti, l’Assemblea di Banja Luka ha messo nell’agenda di oggi la discussione su diversi progetti di legge particolarmente controversi, dopo l’adozione di quella sugli ‘agenti stranieri e della reintroduzione di sanzioni penali per diffamazione lo scorso anno. In primis la legge elettorale, che espande il potere della Commissione elettorale della Republika Srpska di gestire le elezioni a livello locale e di entità, in opposizione sia alla legge elettorale statale sia alle modifiche recentemente adottate dall’alto rappresentante per la Bosnia ed Erzegovina, Christian Schmidt. Per quanto riguarda la legge sui referendum, si tratta del quadro di riferimento per portare avanti rivendicazioni incostituzionali secondo la Corte Costituzionale di Sarajevo (come la Giornata della Republika Srpska). La legge sull’immunità prevede la non-perseguibilità in procedimenti civili e penali per il presidente dell’entità, i due vicepresidenti, i membri del governo e tutti i deputati. Le modifiche al diritto del lavoro permetterebbero invece alle persone sanzionate dagli Stati Uniti (che non possono avere accesso a conti bancari) di essere regolarmente pagate in contanti. E infine Banja Luka vuole nominare una delegazione per partecipare alla Grande Assemblea di Pasqua della Repubblica Srpska e della Serbia, che dovrebbe svolgersi tra il 5 e il 6 maggio – in occasione della Pasqua ortodossa – per stringere con ancora più forza il legame tra il presidente serbo-bosniaco, Milorad Dodik, e l’omologo serbo, Aleksandar Vučić, e la retorica pan-serba.

ll problema Republika Srpska per la Bosnia nell’Ue

È proprio la Republika Srpska di Dodik uno degli ostacoli maggiori per il percorso di avvicinamento della Bosnia ed Erzegovina all’Unione Europea, da quando è iniziato il progetto secessionista dall’ottobre del 2021. L’obiettivo è quello di sottrarsi dal controllo dello Stato centrale in settori fondamentali come l’esercito, il sistema fiscale e il sistema giudiziario, a più di 20 anni dalla fine della guerra etnica in Bosnia ed Erzegovina. Il Parlamento Europeo ha evocato sanzioni economiche e, dopo la dura condanna dei tentativi secessionisti dell’entità a maggioranza serba in Bosnia (con un progetto di legge per l’istituzione di un Consiglio superiore della magistratura autonomo), a metà giugno del 2022 i leader bosniaci si sono radunati a Bruxelles per siglare una carta per la stabilità e la pace, incentrata soprattutto sulle riforme elettorali e costituzionali nel Paese balcanico.

Dodik Putin Russia Republika Srpska
Da sinistra: il presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik, e l’autocrate russo, Vladimir Putin, al Cremlino il 23 maggio 2023 (credits: Alexey Filippov / Sputnik / Afp)

Ma le preoccupazioni si sono fatte sempre più concrete da fine marzo 2023, quando il governo dell’entità serbo-bosniaca ha presentato un progetto di legge per istituire un registro di associazioni e fondazioni finanziate dall’estero. La cosiddetta legge sugli ‘agenti stranieri’ è simile a quella adottata da Mosca nel dicembre 2022 ed è stata approvata a fine settembre dall’Assemblea nazionale di Banja Luka, tra le apre critiche di Bruxelles. Parallelamente è avanzato anche l’iter per l’adozione degli emendamenti al Codice Penale che reintroducono sanzioni penali per diffamazione. Dopo la proposta – anch’essa a fine marzo – l’entrata in vigore è datata 18 agosto e ora sono previste multe da 5 mila a 20 mila marchi bosniaci (2.550-10.200 euro) se la diffamazione avviene “attraverso la stampa, la radio, la televisione o altri mezzi di informazione pubblica, durante un incontro pubblico o in altro modo”. Il Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) e la delegazione Ue a Sarajevo hanno attaccato Banja Luka, mettendo in luce che le due leggi “hanno avuto un effetto spaventoso sulla libertà di parola nella Republika Srpska“.

Alle provocazioni secessioniste si è affiancata la questione del rapporto con la Russia post-invasione ucraina. Già il 20 settembre 2022 Dodik aveva viaggiato a Mosca per un incontro bilaterale con Putin, dopo le provocazioni ai partner occidentali sull’annessione illegale delle regioni ucraine occupate dalla Russia. Provocazioni che sono continuate a inizio gennaio 2023 con il conferimento all’autocrate russo dell’Ordine della Republika Srpska (la più alta onorificenza dell’entità a maggioranza serba del Paese balcanico) – come riconoscimento della “preoccupazione patriottica e l’amore” nei confronti delle istanze di Banja Luka – in occasione della Giornata nazionale della Republika Srpska, festività incostituzionale secondo l’ordinamento bosniaco. Come se non bastasse, Dodik ha compiuto un secondo viaggio a Mosca il successivo 23 maggio, mentre a Bruxelles sono emerse perplessità sulla mancata reazione da parte dell’Unione con sanzioni. Fonti Ue hanno rivelato a Eunews che esiste già da tempo un quadro di misure restrittive pronto per essere applicato, ma l’Ungheria di Viktor Orbán non permette il via libera. Per qualsiasi azione del genere di politica estera serve l’unanimità in seno al Consiglio.


Trovi ulteriori approfondimenti sulla regione balcanica nella newsletter BarBalcani ospitata da Eunews

Tags: adesione ue bosniabosnia ed erzegovinamilorad dodikPeter Stanoreferendum bosniarepublika srpska

Eunews Newsletter

Ti potrebbe piacere anche

Bosnia ed Erzegovina Ue
Politica Estera

L’Ue fredda sulle riforme elettorali imposte dall’alto rappresentante in Bosnia: “Misure di ultima istanza”

27 Marzo 2024
Ponte Mostar Ue Bosnia
Politica Estera

È il giorno della Bosnia ed Erzegovina. Il Consiglio Europeo sblocca la strada per l’adesione Ue

21 Marzo 2024
Republika Srpska Milorad Dodik Bosnia ed Erzegovina
Politica Estera

Contro la legge sugli ‘agenti stranieri’ di putiniana memoria. L’Ue avverte la Republika Srpska di “abbandonare il progetto”

22 Settembre 2023
Republika Srpska Milorad Dodik Bosnia
Politica Estera

L’Ue contro le sanzioni penali per diffamazione in Republika Srpska: “Non in linea con lo status di candidato della Bosnia”

28 Agosto 2023
Dodik Putin Russia Republika Srpska
Politica Estera

L’Ue reagisce alla visita del serbo-bosniaco Dodik a Putin: “I nostri alleati non vanno in Russia”

24 Maggio 2023
Republika Srpska Bosnia Milorad Dodik
Politica Estera

Ancora provocazioni della Republika Srpska all’Ue. Sanzioni penali per diffamazione “raggelanti” sulla libertà dei media

27 Marzo 2023
Made with Flourish

Il Rapporto Draghi in italiano

di Redazione eunewsit
9 Settembre 2024
CondividiTweetCondividiSendCondividiSend

Secondo articolo

di IT Withub
20 Dicembre 2024

Riassunto secondo articolo

Banane brandizzate Chiquita. Credit:   Justin Tallis / AFP

Quello che capita

di Redazione eunewsit
16 Dicembre 2024

kjashasaskdlasmnc ddddddddd

Credit: Tiziana FABI / AFP

Prova Programma 2

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

vfdvddfvdfvdvd

Borrell

Prova programma

di Redazione eunewsit
12 Dicembre 2024

cdfjlkdsjlkfjlfjkldfs

  • Chi siamo
  • Eventi
  • Contatti
  • L’Editoriale
  • 7 racconti di Diego Marani
  • Privacy Policy
  • Cookie policy

Eunews è una testata giornalistica registrata - Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

Copyright © 2023 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Digital
  • Green Economy
  • Agricoltura
  • Agenda europea
  • Cultura
  • Sport
  • Editoriali
  • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata

This site is registered on wpml.org as a development site. Switch to a production site key to remove this banner.

Attenzione