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Home » Politica » Verso Strasburgo. Le manovre in corso dei partiti italiani

Verso Strasburgo. Le manovre in corso dei partiti italiani

Berlusconi sogna un centrodestra europeo, Salvini l'internazionale sovranista. Gruppo cercasi per il M5S. Pd alleato ma distinto dagli altri europeisti

Nicola Corda</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@NicolaCorda" target="_blank">@NicolaCorda</a> di Nicola Corda @NicolaCorda
14 Marzo 2019
in Politica

Roma – La prima data di scadenza per la corsa europea è quella del prossimo 26 Marzo quando i partiti dovranno depositare i simboli. La seconda data limite è il 16 aprile, quando si dovranno depositare le firme con le liste. Due passaggi da superare non semplici specialmente per i partiti nuovi e più piccoli: significa aver definito tutte le alleanze e, per chi non ha eletti in Parlamento o all’estero, la consegna degli elenchi dei sottoscrittori (30 mila per ognuna delle cinque circoscrizioni). Gli eletti italiani in Europa per la prossima legislatura saranno 76, 3 in più, ma è probabile che la mappa politica dei futuri eurodeputati cambierà radicalmente. Allo stato delle manovre in corso vediamo come i partiti si stanno preparando.

Forza Italia. Silvio Berlusconi tiene particolarmente a riacquistare centralità nel contesto europeo, specialmente dopo che Angela Merkel ha annunciato il suo abbandono. L’obiettivo è il traghettamento del PPE verso il gruppo dei conservatori per spostare l’asse di Bruxelles sul centrodestra e con i liberali provare a escludere i socialisti dalla maggioranza. Piccola curiosità: se eletto come probabile, con i suoi 82 anni potrebbe essere il più anziano dell’emiciclo di Strasburgo.

La corsa azzurra comincerà subito dopo le elezioni in Basilicata e sarà suggellata dalla kermesse che Forza Italia sta organizzando a Roma il 30 marzo per i 25 anni dalla prima vittoria elettorale. Nel frattempo i coordinatori regionali stanno lavorando alle candidature. Liste forti e caratterizzate nel territorio è il criterio chiesto da Antonio Tajani e Sestino Giacomoni che stanno coordinando i preliminari. Berlusconi sarà capolista ovunque eccetto che nel Lazio, dove la prima casella sarà occupata dal presidente del Parlamento europeo. Tutti ricandidati gli uscenti e subito dietro i capilista ci saranno le donne, Gardini, Matera e Comi per il rispetto della preferenza con alternanza di genere. I nomi nuovi verranno invece dal territorio con l’ingaggio di sindaci e assessori. Confermata l’alleanza con l’UDC di Lorenzo Cesa e le altre formazioni centriste che gravitano nella galassia azzurra.

Lega. Anche il Carroccio si prepara alla battaglia europea con un impegno supplementare anche per regolare i rapporti interni con l’alleato. La guida della campagna è affidata all’europarlamentare uscente Marco Zanni, eletto con il M5S ma ora responsabile esteri del partito. Matteo Salvini sarà la “civetta” capolista in tutte le circoscrizioni (se eletto dovrebbe dimettersi dal governo, cosa che è difficilmente immaginabile): l’obiettivo della Lega e del suo leader è di fare da punto di riferimento per un’alleanza più stretta tra Conservatori e riformisti ed Europa delle Nazioni. Con quest’intento sarà organizzata a metà aprile una manifestazione a Roma, al Circo Massimo alla quale saranno invitati tutti i leader sovranisti, da Marine Le Pen a Viktor Orbàn, il vice cancelliere austriaco Strache, i tedeschi di AFD e partiti gemelli fiamminghi finlandesi e svedesi.

Fratelli d’Italia. La destra italiana resta fedele alla famiglia dei Conservatori europei e la corsa verso Strasburgo sarà distinta dalla Lega. Anche in questo caso la leader Giorgia Meloni sarà capolista in tutte le circoscrizioni (anche lei, se eletta dovrebbe lasciare il posto a Montecitorio, oppure rinunciare) e il giro per l’Italia è già cominciato da qualche settimana. Anche per FDI l’obiettivo è la chiusura con un’iniziativa di carattere nazionale con ospiti di richiamo tra cui l’ex premier australiano Tony Abbott, fautore della linea anti immigrazione “No Way”, con il blocco navale davanti alle coste.    

Movimento 5 Stelle. In attesa delle “europarlamentarie” con la votazione a doppio turno sulla piattaforma Rousseau, il Movimento sta intensificando i rapporti per trovare una soluzione al futuro gruppo parlamentare. Le adesioni della scorsa legislatura non hanno avuto fortuna né con ALDE né con EFD che con molta probabilità con la Brexit perderà l’UKIP di Farage. Luigi Di Maio, che dopo la scrematura on line degli attivisti sceglierà tutti i capilista, vorrebbe creare un gruppo più affine ai principi della democrazia diretta e lontano dai sovranisti. Fallita la possibilità di chiudere un accordo con i “Gilet jeunes” francesi, sta tentando di allacciare rapporti con i croati  Zivi Zid, con i polacchi di Kukiz, i finlandesi di Liike Nyt e i greci di Akkel. Per le candidature piccolo vantaggio per gli uscenti, nei criteri di merito oltre alla laurea e alla conoscenza della lingua inglese, e alle altre competenze professionali saranno valutati anche i crediti maturati nella legislatura in chiusura.

Partito democratico. L’elezione di Nicola Zingaretti alla guida del partito ha mantenuto il senso di marcia verso le elezioni europee fin qui tracciato. Il nuovo Pd però si gioca molto in queste elezioni e l’obiettivo principale  è limitare il più possibile le perdite che, partendo da una percentuale del 40 %, saranno inevitabili. Se la conferma dei 26 eletti è improbabile, l’apertura delle liste “alla società civile e alle energie espressione del territorio” annunciata dal neosegretario, segna la svolta di un partito che vuole recuperare dal basso. Tuttavia non sembrano esserci le condizioni per una lista unitaria con le altre formazioni europeiste, ragione che mantiene il Pd alleato ma distinto da Più Europa. Ancora incerto il destino di “Siamo europei” di Carlo Calenda a cui potrebbe essere affidata la testa della lista nel nord est. Un altro capolista annunciato potrebbe essere Giuliano Pisapia. Per il resto dovrebbero essere in lista tutti gli uscenti con l’eccezione di Goffredo Bettini.

Per tutti gli altri alle prese con lo sbarramento del 4 %, i giochi sono ancora aperti tranne che per i Verdi che hanno raccolto l’adesione delle associazioni ambientaliste e dei civici di “Italia in Comune” di Federico Pizzarotti. Lottano con l’asticella anche le formazioni centriste dei Democratici europei fondati da Francois Bayrou, che in Italia ruotano intorno a Pino Pisicchio e Francesco Rutelli. Con il movimento paneuropeo di VOLT molto presente in Italia potrebbe creare l’alleanza con Più Europa, che secondo i sondaggi attuali sembra più vicina allo sbarramento. Liste autonome invece per Sinistra Italiana che nella precedente legislatura aveva eletto tre europarlamentari con la lista Tsipras.

Tags: candidatielezioni europee 2019listeMatteo Salvinipartiti europeiSilvio Berlusconi

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