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Home » Politica » “Manovra ambiziosa, eredità impegnativa”. Il governo verso la legge di bilancio, fissa il deficit al 2,2 %

“Manovra ambiziosa, eredità impegnativa”. Il governo verso la legge di bilancio, fissa il deficit al 2,2 %

Il Consiglio dei ministri vara la nota di aggiornamento del DEF. Iva sterilizzata e lotta al'evasione per 7 miliardi. Manovra alle Camere il 20 ottobre

Nicola Corda</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@NicolaCorda" target="_blank">@NicolaCorda</a> di Nicola Corda @NicolaCorda
30 Settembre 2019
in Politica, Economia

Roma – L’Iva non aumenterà, decisione definitiva. Il deficit è fissato al 2,2 per cento del Pil per una manovra che sfiora i 30 miliardi, la metà dei quali di flessibilità. Il Consiglio dei ministri ha messo nero su bianco i numeri della Nadef, la nota di aggiornamento del documento di economica e finanza e illustrata dal presidente Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Le priorità sono la lotta all’evasione, da cui il governo conta di recuperare ben 7 miliardi, un intervento di riduzione del cuneo lavoro, investimenti per l’innovazione, il green new deal, infrastrutture materiali, difesa del welfare con sanità, scuola e infanzia come priorità. Un piano composto da 23 disegni legge collegati alla legge di bilancio che sarà presentata alle Camere nelle prossime settimane.

“Una manovra ambiziosa nonostante l’eredità impegnativa” ha detto il ministro Gualtieri che considera il quadro di finanza pubblica appena disegnato “solido e volto alla crescita del Paese”. Flessibilità ma anche riduzione del debito graduale, “sono fiducioso che sarà considerato all’interno delle regole europee consentite”. 

“Avviamo un’azione di contrasto all’evasione fiscale come mai è avvenuto in passato”, ha detto il presidente Conte, obiettivo da raggiungere grazie a “un inasprimento delle pene per i grandi evasori e con un patto con i cittadini attraverso un incentivo ai pagamenti elettronici ma senza penalizzare nessuno”. Un annuncio dato con molta enfasi ma sul quale il governo evidentemente conta molto e non solo per il gettito tributario atteso ma anche per un radicale cambio di mentalità, unica strada per arrivare a una riduzione del carico fiscale complessivo.

“L’evasione e il finanziamento del nostro debito sono le voci negative più consistenti del nostro bilancio” ha spiegato Gualtieri e aggredirle significa fare passi avanti notevoli per riportare in un percorso virtuoso i nostri conti. Non solo il sommerso dunque ma anche lo spread a livelli fisiologici, consentirà risparmi notevoli “già per il prossimo anno 6 miliardi in meno” aggiunge il ministro che non tralascia il programma nazionale di riforme per modernizzare il paese e un efficientamento e controllo della spesa per circa 1,8 miliardi di euro.

Nella conferenza stampa spazio anche per gli aspetti politici, con gli attriti della maggioranza che è arrivata alla chiusura delle tabelle con fatica. “Nessuna marcia indietro sull’IVA” ha assicurato Giuseppe Conte, spiegando che il confronto tra le forze politiche è servito a trovare la strada giusta. “Nessuna golden share di Renzi” dice il premier, “significherebbe che qualcuno in particolare può decretare la vita o la morte del governo ma non si può ragionare in questi termini, noi siamo qui lavorare per i cittadini non per rimarcare spazi politici”.

La decisione di spingere per una manovra non restrittiva e scommettere sulla crescita si misurerà naturalmente nel contesto dell’UE dove il clima con la nuova legislatura appare meno rigido. Per far fronte al rallentamento della crescita globale, una maggiore spesa pubblica da parte dei singoli governi dell’Unione europea “è più urgente che mai”, ha detto Mario Draghi in un’intervista al Financial Times. Il Presidente della BCE, sollecita poi l’eurozona a procedere più rapidamente verso l’unione fiscale, quale strumento “indispensabile” per rendere più efficace la politica monetaria e competere con le altre potenze globali.

Tags: aumento ivaConsiglio dei Ministrideficit/pilgiuseppe contemanovra economicamario draghiRoberto Gualtieri

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