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Home » Economia » Renzi: “Flessibilità Ue vale 17 miliardi. La useremo ma non del tutto”

Renzi: “Flessibilità Ue vale 17 miliardi. La useremo ma non del tutto”

Il premier annuncia una finanziaria da 27 miliardi e un rialzo delle previsioni di crescita nell’aggiornamento al Def. Padoan parla di un andamento positivo basato su elementi strutturali grazie alle riforme

Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
15 Settembre 2015
in Economia
Renzi

Roma – I margini di flessibilità che il governo conta di ottenere da Bruxelles per la prossima legge di stabilità valgono 17 miliardi di euro. Lo ha dichiarato ieri sera il presidente del Consiglio Matteo Renzi, annunciando che per la manovra finanziaria “useremo le clausole di flessibilità”, ma “non del tutto”. La legge di bilancio – la cui presentazione è stata indicata dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per il 15 ottobre – sarà “di circa 27 miliardi di euro” e senza “nessuno sforamento sui conti” da presentare alla Commissione europea che dovrà giudicarli.

Pur nel rispetto dei parametri, il premier garantisce che non ci sarà alcuna nuova tassa – “i 27 miliardi sono di tagli”, ha spiegato – e conferma l’intenzione di abolire quella sulla prima casa. Il governo ha l’obiettivo dichiarato di alimentare la ripresa che finalmente pare prendere corpo nel Paese. Segnali positivi che sono più incoraggianti delle attese, tanto che le previsioni fatte dall’esecutivo in primavera (+ 0,7% del Pil nel 2015) verranno ritoccate al rialzo (portandole a +0,9%) con la nota di aggiornamento al Def che sarà presentata venerdì dal Consiglio dei ministri.

Il “cauto ottimismo” sull’economia italiana, espresso più volte nei mesi scorsi dal ministro Padoan, pare dunque consolidarsi. Lo stesso numero uno di Via XX Settembre, intervenendo alla conferenza Euromoney di Milano, ha criticato chi “tende a sminuire questa ripresa attribuendola a deboli fattori ciclici”. Per il titolare del dicastero economico ci sono “elementi strutturali” nello slancio che sta prendendo l’economia, non più legato solo a fattori esterni ma a segnali positivi anche sul fronte della domanda interna e della crescita occupazionale.

Il ministro attribuisce il merito della ripresa alla strategia adottata dal governo e basata sui “pilastri della riduzione fiscale, delle riforme e della facilitazione degli investimenti”. Riguardo alle riforme – di cui “il mio amico Mario Draghi è un ammiratore”, sostiene Padoan, perché “anche l’impatto della politica monetaria è meno efficace” senza – anche quelle istituzionali hanno una valenza sull’economia, secondo il titolare dell’Economia. “Credo siano molto efficaci per spingere la crescita più a lungo grazie a un più semplice iter delle leggi, compresa la legge di bilancio”, ha sottolineato.

Tags: bilanciocrescitaDefeuromoneylegge di stabilitàPadoanrenziripresa

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