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Home » Politica » Juncker: Schengen è quasi in coma, ma chi crede nell’Europa lo rianimerà

Juncker: Schengen è quasi in coma, ma chi crede nell’Europa lo rianimerà

Il presidente parlando al Parlamento europeo difende quella che definisce una "pietra miliare dell'integrazione". Per combattere il terrorismo chiede un registro dei passegeri aerei anche per i voli intra-europei

Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
25 Novembre 2015
in Politica
Schengen Tusk

Bruxelles – Il sistema di Schengen “è parzialmente in coma”, e per questo “coloro che credono nell’Europa, nei suoi valori, nei suoi principi e nelle sue libertà cerchino – e lo faranno – di rianimare il suo spirito”. Il presidente della Commissione europea parlando al Parlamento di Strasburgo, dopo gli attentati di Parigi, lancia l’allarme per salvare il trattato sulla libera circolazione che “non è un concetto neutrale e banale”, ma “una delle pietre miliari dell’integrazione europea”. “Se lo spirito di Schengen abbandonerà i nostri cuori e i nostri territori, perderemo più che soltanto Schengen”, avverte aggiungendo che anche la moneta unica “non ha senso se cade Schengen”.

L’allarme terrorismo per Juncker deve portare l’Europa a dare una risposta compatta ma senza abbandonare i suoi valori e il suo spirito solidale. Per questo ripete quello che disse immediatamente dopo gli attacchi: “Non bisogna mettere sullo stesso piano rifugiati, richiedenti asilo, immigrati e terroristi”, perché “quelli che hanno perpetrato gli attentati di Parigi sono gli stessi che obbligano queste persone a fuggire”.

Ma il terrorismo deve essere combattuto, anche con misure drastiche e che potrebbero non piacere a tutti. “Pensiamo che il registro europeo dei passeggeri (Pnr), debba essere messo in pratica, anche per i voli all’interno dell’Europa”, afferma Juncker che dice di sapere che “questa proposta solleverà numerosi dubbi ma è evidente che il Pnr deve trovare una sua applicazione anche per voli intra-europei”. La stessa richiesta è stata fatta dai ministri dell’Interno nel summit straordinario di venerdì scorso. Il presidente ha invocato anche una maggiore cooperazione tra i servizi segreti degli Stati membri, da attuare al più presto. Dopo gli attentati dell’11 settembre, ricorda “ho partecipato in quanto premier del Lussemburgo a 2-3 Consigli europeo in cui promettemmo di far funzionare meglio i servizi segreti ma non abbiamo fatto niente”, adesso però “la cooperazione è necessaria”.

Tags: Jean-Claude Junckerparlamento europeoSchengenterrorismo

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