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Home » Economia » Unione bancaria, Governo italiano preoccupato per il bail-in

Unione bancaria, Governo italiano preoccupato per il bail-in

Il ministro Padoan vede dei rischi nel caso si ripresentino gravi crisi del sistema bancario, ritiene che le norme europee sul salvataggio degli istituti di credito potrebbero produrre effetti di contagio

Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
11 Maggio 2016
in Economia

Roma – Arrivano nuove critiche dall’Italia sul bail-in, il meccanismo adottato dall’Ue per salvataggio delle banche in crisi, che prevede il ricorso alle risorse interne, incluse quelle di obbligazionisti e correntisti sopra i 100mila euro, per salvare gli istituti dal fallimento. Dopo le reiterate sollecitazioni del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, per una modifica della disciplina europea, oggi è il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, dalle pagine del Financial Times, a lanciare l’allarme.

“Sono preoccupato dal fatto che la prossima volta che ci troveremo davanti a una grande crisi, con una banca che prende fuoco, quando decideremo di mandare i pompieri possa essere troppo tardi”, ha dichiarato il numero uno di Via XX Settembre al quotidiano londinese. Per Padoan il meccanismo del bail-in è complesso e “non è chiaro se possa essere reso più flessibile in caso di emergenze”.

Per una modifica delle regole, tuttavia, al momento non sembrano esserci le condizioni. La Commissione europea, con le recenti dichiarazioni della titolare della Concorrenza, Margrethe Vestager, ha escluso l’ipotesi di una revisione a breve, dal momento che il meccanismo è entrato in vigore dal primo gennaio scorso ed è ancora troppo presto, a suo avviso, per valutarlo.

Inoltre, non sarà facile riaprire il dossier anche a causa dello stallo che pesa da settimane sull’avanzamento dell’Unione bancaria. Un blocco vissuto con “frustrazione” da Padoan, secondo quanto riporta il giornale economico della City. L’Italia chiede con forza – e in questo è supportata dalla Banca centrale europea – il completamento del secondo pilastro della ‘Banking Union’, con una forma di sostegno pubblico che possa intervenire in caso non basti l’attuale meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie, e la messa a punto del terzo pilastro, con un sistema europeo di garanzia sui depositi.

Lo scontro è con la Germania che, supportata dalla presidenza di turno dell’Ue a guida olandese, chiede di fissare un tetto all’acquisto di titoli di Stato da parte delle banche. Ipotesi che aveva scatenato la minaccia di veto da parte del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e che è stata già respinta in sede Ecofin. Ma l’Olanda si appresta a rinnovarla nel documento che presenterà come presidenza al Consiglio europeo di giugno. Il muro contro muro, dunque, rimane. La speranza è che nel frattempo non si renda necessario alcun intervento dei pompieri evocati da Padoan.

Tags: bail inbanchefinancial timesgermaniaintervistaitaliaolandaPadoansalvataggiotettotitoli di Statounione bancaria

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