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Home » Editoriali » Qualcuno spieghi a Grillo e Salvini che l’Ue col piccolo Charlie non c’entra niente

Qualcuno spieghi a Grillo e Salvini che l’Ue col piccolo Charlie non c’entra niente

La sentenza che respinge il ricorso dei genitori contro la decisione di staccare la spina al bambino è stata presa dal tribunale di Strasburgo che con l'Unione europea non ha alcun legame. Le questioni etiche inoltre sono di competenza degli Stati e Bruxelles ad esempio non ha voce in capitolo in argomenti come aborto e eutanasia

Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
30 Giugno 2017
in Editoriali
I genitori del piccolo Charlie

I genitori del piccolo Charlie

Persino la morte del piccolo Charlie Gard adesso è colpa dell’Unione europea. Siamo abituati da sempre al gioco del “dai addosso a Bruxelles”, sport nazionale di populisti e non solo, ma ora si stanno superando davvero i limiti della decenza. Sia chiaro criticare l’Ue è più che legittimo in tantissime circostanze e per tantissime ragioni, ma questa volta risulta sinceramente assurdo. Ma a quanto pare non la pensano così né Beppe Grillo, né Matteo Salvini, due leader che da un po’ di tempo a questa parte è sempre più difficile distinguere.

“Neppure Pilato se ne lavò le mani in questo modo. Charlie Gard non è clinicamente morto, i suoi genitori non desiderano che siano spente le macchine che lo tengono in vita, addirittura se ne andranno via! Un viaggio di coraggio e di speranza: una musica che trova orecchie da mercante in questa europetta insipida e senz’anima”, ha tuonato il comico genovese sul suo blog commentando la decisione del Tribunale per i diritti umani di Strasburgo che ha respinto l’ultimo ricorso dei genitori che chiedono di non staccare la spina delle macchine che tengono in vita Charlie, bambino di 10 mesi affetto da una rara malattia genetica ritenuta incurabile. “La Corte europea per i diritti dell’uomo ha sentenziato: ciò che hanno deciso i tribunali inglesi riguardo la sospensione dei trattamenti per mantenere in vita il Piccolo Charlie Gard va bene così. Non è entrata nel merito la corte europea”, e questo continua Grillo “è incredibile, significa che tutta la Ue non ha da dire nulla, in più oppure in meno, riguardo una questione così atrocemente fondamentale”. Senza entrare nel merito della vicenda bisognerebbe spiegare a Grillo che la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, a cui la famiglia di Charlie si è rivolta, non c’entra niente con l’Ue ma è un organo giurisdizionale internazionale a cui aderiscono tutti i 47 membri del Consiglio d’Europa, cosa ben diversa dall’Unione europea.

Questo lo dovrebbe sapere ad esempio Salvini che a Strasburgo ci va spesso per partecipare alle sedute Plenarie del Parlamento europeo. In quanto eurodeputato dovrebbe almeno conoscere la differenza tra Ue e Consiglio d’Europa eppure anche lui, forse perché come Grillo questa volta non può polemizzare con il governo italiano, ha deciso di polemizzare con Bruxelles. “‘Volevamo portarlo a casa, fargli l’ultimo bagnetto e avvolgerlo in lenzuola in cui non aveva mai dormito… Volevamo morisse a casa sua, tra l’affetto di genitori, parenti e amici, non ce l’hanno permesso… Ma come si fa??? È un omicidio con la complicità, anche questa volta, dell’Ue che tace. Da papà, un bacio al piccolo e un abbraccio fortissimo ai suoi coraggiosi genitori”, ha scritto questa mattina il segretario del Carroccio su Fb, in un post che poi è poi stato sostituito con un altro in cui è sparita la parte sull’Ue che tace, ma dopo che tutte le agenzie avevano già riportato le sue parole originali.

Al di là dell’appartenenza o meno del Tribunale di Strasburgo all’Ue, sia lui che Grillo poi evidentemente non sanno che sia le decisioni di sanità pubblica, ma soprattutto quelle etiche, sono di competenza esclusiva degli Stati membri. Non a caso Bruxelles non ha alcuna voce in capitolo riguardo a questioni come l’aborto o l’eutanasia su cui solo i Parlamenti nazionali possono legiferare. Questa è la scelta che i Paesi membri hanno fatto quando hanno scritto trattati eppure Grillo, che dell’Unione europea è sempre un critico feroce, ora vuole che la Commissione diventi il giudice della morale dell’Europa intera. “Una comunità di stati, ognuno con il suo patrimonio di vittorie e sconfitte nei confronti delle sfide dell’esistenza dovrebbe avere un’altitudine morale maggiore di ognuno preso singolarmente. Dovrebbe… forse è una parola grossa, diciamo pure che ‘potrebbe’”, afferma. E più avanti ancora si chiede: “Quale sarebbe la differenza che questa palla al piede morale, la UE, è in grado di aggiungere in una simile situazione: neppure un tentativo di conciliazione come fece Pilato, in sostanza la corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha detto “sono cazzi loro”… questioni interne degli UK”, anche qui ribadendo la sua ignoranza su ruoli e funzioni dell’Unione. Quello che ci si dovrebbe chiedere allora è: è l’Ue immorale perché “si lava le mani” della morte del piccolo Charlie, o è quantomeno fuori luogo chi usa la sua morte per fare propaganda politica?

Ps: Oltre ai due leader anche Il Foglio, sempre in prima linea in questo tipo di battaglie etiche, ha deciso di indirizzare le sue critiche all’istituzione sbagliata. In un articolo dal titolo altisonante “Contro un’Europa infanticida che passa dal diritto al dovere di morire“, a firma di Giulio Meotti, parla di “folle decisione della corte Ue condanna che il piccolo Charlie contro il volere del padre e della madre” e afferma che ” giudici inglesi, aiutati da quelli dell’Unione europea, hanno stabilito il passaggio dal ‘diritto di morire'”. Anche in questo caso vale come sopra.

Tags: beppe grilloCharlie GardCorte StrasburgoMatteo SalviniUe

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