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Home » Cultura » Le città ideali dell’Ue, nessuna italiana tra quelle esemplari

Le città ideali dell’Ue, nessuna italiana tra quelle esemplari

La Commissione lancia l'Osservatorio della cultura e della creatività urbana. Milano e Firenze ottengono un buon risultato ma non sono tra le migliori

Paola Tavola</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@PaolaTavola" target="_blank">@PaolaTavola</a> di Paola Tavola @PaolaTavola
6 Luglio 2017
in Cultura
La piccola Lovanio, in Belgio, tra le città modello

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Bruxelles – Aiutare i decisori politici e i settori culturali e creativi a individuare punti di forza e aree di miglioramento, così come apprendere le buone pratiche per sostenere lo sviluppo sociale, la crescita economica e i posti di lavoro nelle città europee. Questi gli obiettivi primari del “l’Osservatorio della cultura e della creatività urbana” lanciato per la prima volta, oggi, dalla Commissione europea che ha anche stilato una classifica delle città esemplari per ciascun settore, classifica nella quale non appare però nessuna italiana.

Sviluppato dal servizio scientifico interno della Commissione, il Centro comune di ricerca (JRC), questo nuovo strumento fornisce dati comparabili sulle performance in nove dimensioni relative ai settori creativi e culturali delle città europee. L’osservatorio copre in tutto 168 città in 30 paesi Europei ed è disponibile come strumento interattivo online per consentire agli utenti di navigare nelle città selezionate e avere accesso a numerose informazioni sulle loro performance. I risultati mostrano che le capitali volano alto in Europa ma non sono sempre tra le prime, superate da altre città in Paesi come Austria, Belgio, Italia, Germania, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito. A ottenere risultati migliori sono invece, più spesso, le città di piccole e medie dimensioni. 

La città culturale e creativa “ideale” in Europa, ovvero quella risultante dalla combinazione dalle migliori performance nei nove indicatori esaminati dall’osservatorio, avrebbe i luoghi e le strutture di Cork (Irlanda), la partecipazione e l’attrattività culturale, così come l’occupazione basata sulla creatività e la conoscenza di Parigi (Francia), la proprietà intellettuale e innovazione di Eindhoven (Paesi Bassi), i nuovi posti di lavoro nei settori creativi di Umeå (Svezia), il capitale umano e l’educazione di Leuven (Belgio), l’apertura, la tolleranza e la fiducia di Glasgow (Regno Unito), le connessioni locali e internazionali di Utrecht (Paesi Bassi) e la qualità della governance di Copenaghen (Danimarca).

E le città italiane, escluse dal disegno della città “ideale”, come si posizionano? Milano si classifica al quarto posto in Europa tra migliori città culturali e creative tra quelle con più di un milione di abitanti, mentre Firenze è al quinto posto tra quelle con una popolazione compresa tra i 250mila e i 500mila abitanti. Parigi, Copenaghen, Edimburgo e Eindhoven sono invece quelle che presentano risultati migliori rispetto ad altre città con una popolazione simile. 

“In tempi di grandi trasformazioni sociali, e sempre maggiore competizione tra le città a livello globale, dobbiamo guardare oltre le tradizionali fonti di crescita e benessere socioeconomico ed esplorare il ruolo della cultura”, ha affermato il commissario europeo per la Cultura Tibor Navracsics. L’importanza del monitor deriva dal fatto che saranno messe in evidenza quelle città europee di successo che hanno trovato la loro strada su come “utilizzare le potenzialità della cultura e della creatività per guidare lo sviluppo, l’innovazione e portare alla creazione di posti di lavoro, migliorando anche la qualità della vita dei cittadini”. Le stime dicono che le città con un numero maggiore di 50mila abitanti incluse nel Monitor durante il 2017 mostrano il 19% in più in termini di occupazione rispetto alle altre: numeri che dimostrano la rilevanza dei settori come quello della cultura e della creatività in termini di crescita economica, specialmente per le città a basso reddito.

Tags: commissario Ue culturacrescita economicaculturafirenzeMilanomonitor culturale e creativo delle cittTibor Navracsics

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